Il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza dello schema di decreto legislativo relativo alla riforma sulla dirigenza pubblica:
- Gli incarichi dirigenziali avranno durata di 4 anni, con un’unica possibilità di proroga per ulteriori 2 anni.
- Al termine del proprio incarico, il dirigente resta in disponibilità per un nuovo incarico per un periodo di un anno.
- Trascorso l’anno di disponibilità senza aver ricevuto nuovi incarichi, si profilano due scelte per il dirigente: 1) licenziamento, oppure 2) retrocessione a funzionario.
- Attraverso un corso-concorso, l’assunzione prevede un periodo di prova come funzionario; attraverso un concorso, invece, l’assunzione prevede l’accesso diretto al ruolo di dirigente.
- L’assegnazione degli incarichi dirigenziali sarà effettuata da una Commissione centrale (statale, regionale o locale) tramite procedura comparativa.
- A partire dalla data di approvazione del decreto, avrà inizio un periodo transitorio di 3 anni che condurrà pian piano all’abolizione della figura del segretario comunale, le cui funzioni saranno trasferite a un dirigente apicale.
- Nei Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, in luogo del dirigente apicale, sarà possibile nominare un direttore generale.