La riforma contabile (D.Lgs. 118/2011 e principi Arconet) chiede agli enti locali un Inventario comunale aggiornato, coerente con la contabilità e integrato con Conto Economico e Conto del Patrimonio.
Questo significa avere una fotografia puntuale del patrimonio immobiliare, dei beni mobili, delle immobilizzazioni immateriali e finanziarie: un requisito tecnico, ma anche uno strumento di governo del patrimonio e di supporto all’organo di revisione.
Studio Sigaudo affianca gli enti in tutte le fasi: Aggiornamento inventario comunale, Inventario ex novo (immobili e mobili), Rilevazione cespiti e Etichettatura beni mobili con fornitura di etichette personalizzate, lavorando direttamente sui software dell’Ente e secondo i criteri Accrual descritti nei documenti tecnici di Studio.
Perché presidiare l’Inventario comunale oggi
Un Inventario enti locali completo e aggiornato consente di:
• conoscere in modo puntuale il patrimonio immobiliare e mobiliare dell’Ente, distinguendo beni demaniali, patrimoniali disponibili e indisponibili;
• raccordare le scritture inventariali con lo Stato Patrimoniale, applicando i criteri di valutazione previsti dalla normativa (immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie);
• rispondere alle verifiche degli organi di controllo (revisori e Corte dei conti), che monitorano proprio la corretta tenuta dell’inventario;
• individuare in modo chiaro responsabilità e carichi del consegnatario dei beni, figura centrale nella gestione del patrimonio mobiliare.
Da qui la scelta di molti Comuni di attivare un progetto organico di Aggiornamento inventario comunale o di Inventario ex novo, soprattutto in vista dell’Accrual e dei nuovi standard ITAS.