Risultato presunto di amministrazione 2025: scadenze, adempimenti e corretta applicazione

28 Gennaio 2026
Marco Sigaudo

Il risultato presunto di amministrazione non è un mero dato contabile, ma un elemento essenziale della programmazione finanziaria.
Le disposizioni del Dlgs 267/2000 (Tuel) e del Dlgs 118/2011 impongono specifici adempimenti e tempistiche che gli enti locali devono presidiare con attenzione, in particolare quando il risultato presunto viene applicato al bilancio di previsione.

La scadenza del 31 gennaio 2026 rappresenta uno snodo rilevante, poiché è il termine entro cui aggiornare il risultato presunto 2025 limitatamente alle sue componenti vincolate e accantonate.

Il quadro normativo di riferimento

Il legislatore consente l’utilizzo anticipato dell’avanzo di amministrazione esclusivamente per le quote vincolate e accantonate e a precise condizioni. Proprio per questo, tali quote devono essere oggetto di un aggiornamento tempestivo, anche se l’esercizio 2025 non è ancora formalmente chiuso.

L’aggiornamento del risultato presunto è richiesto al fine di garantire la coerenza tra la programmazione finanziaria e le risultanze, seppur presuntive, della gestione dell’esercizio precedente.

Quali enti sono tenuti all’aggiornamento

L’adempimento non riguarda indistintamente tutti gli enti locali. Sono tenuti ad aggiornare il risultato presunto di amministrazione 2025 entro il 31 gennaio 2026 esclusivamente gli enti che:

• hanno approvato il bilancio di previsione 2026–2028 entro il 31 dicembre 2025;
• hanno applicato, in sede di bilancio, quote di avanzo vincolato e/o accantonato presunto.

In questi casi, l’aggiornamento deve essere adottato con delibera di Giunta, sulla base di un risultato presunto determinato a esercizio non ancora chiuso.

L’ipotesi di applicazione successiva dell’avanzo presunto

La disciplina cambia quando l’ente non ha applicato l’avanzo presunto in sede di approvazione iniziale del bilancio, ma intende farlo successivamente mediante variazione.

In tali ipotesi è necessario approvare preventivamente una delibera di Giunta di preconsuntivo, comunemente definita verbale di chiusura. Questo atto consente di aggiornare e consolidare le informazioni presuntive sulla gestione dell’esercizio 2025, rafforzando la base tecnica dell’applicazione dell’avanzo.

La stessa procedura deve essere seguita quando l’applicazione delle quote di avanzo vincolato e/o accantonato presunto avviene oltre il 31 gennaio, ad esempio nel mese di febbraio 2026. Ciò vale sia per gli enti che approvano per la prima volta il bilancio 2026–2028 entro il termine del 28 febbraio 2026, sia per quelli che hanno già approvato il bilancio entro il 31 dicembre e intendono successivamente applicare l’avanzo presunto.

Il ruolo del preconsuntivo

Il preconsuntivo non costituisce un’anticipazione formale del rendiconto, ma un atto di verifica intermedia. La sua funzione è quella di attestare, con maggiore attendibilità, il risultato presunto su cui si fonda l’applicazione dell’avanzo.

L’obbligo di ricorrere a questo strumento aumenta con il passare del tempo rispetto all’approvazione del bilancio, poiché cresce il rischio che le stime iniziali non riflettano più in modo adeguato l’andamento effettivo della gestione.

I chiarimenti della giurisprudenza contabile

Sulla corretta determinazione del risultato di amministrazione presunto è intervenuta anche la Corte dei Conti Lombardia, con la deliberazione n. 263/2024. La pronuncia richiama la ratio dell’istituto, come chiarita dal paragrafo 9.7 dell’Allegato 4/1 al Dlgs 118/2011.

Secondo tale principio, il risultato presunto è indispensabile per:

• evidenziare le risultanze presuntive della gestione dell’esercizio precedente;
• consentire l’elaborazione di previsioni coerenti con i risultati dell’ultimo esercizio concluso;
• verificare l’eventuale esistenza di un disavanzo e adottare tempestivamente le misure di copertura.

Il risultato presunto non è quindi uno strumento volto a facilitare l’utilizzo dell’avanzo, ma un presidio di equilibrio e coerenza della programmazione finanziaria.

Conclusioni

L’aggiornamento del risultato presunto di amministrazione 2025 entro il 31 gennaio 2026, limitatamente alle quote vincolate e accantonate, rappresenta un adempimento essenziale per gli enti che hanno applicato avanzo presunto al bilancio di previsione.

La corretta gestione delle diverse fattispecie – applicazione in sede di bilancio iniziale, variazione successiva, utilizzo oltre il termine di gennaio – richiede attenzione alle procedure e agli atti da adottare, in particolare al ricorso alla delibera di preconsuntivo.

Il rispetto delle regole e delle tempistiche previste dalla normativa consente di preservare la coerenza della programmazione e di ridurre il rischio di rilievi in sede di controllo.

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