Con la legge di Bilancio 2021, nello specifico il riferimento di interesse lo si ritrova all’art. 1 comma 792, abbiamo assistito allo stanziamento di risorse da destinare in modo specifico ai servizi sociali.
Da questa erogazione tracciata deriva il nuovo obbligo di rendicontare le risorse incrementali destinate ai servizi sociali.
Questi trasferimenti inaugurano un ciclo di azioni mirate che si svilupperanno nel corso degli esercizi a venire, le quote in oggetto saranno infatti oggetto di incremento negli anni futuri, a condizione che siano state correttamente utilizzate.
L’obiettivo che ci si pone è quello di sviluppare i servizi sociali, sia quelli svolti in modo autonomo/singolo che quelli erogati in forma associata.
Le risorse incrementali per i servizi sociali possono essere utilizzate seguendo delle modalità specifiche definite nel dettaglio DPCM 1° luglio 2021, decreto che ha stabilito gli obiettivi di servizio per ciascun comune in base al valore del fabbisogno standard monetario per la funzione sociale di ogni ente.
Gli enti interessati potranno impegnare queste maggiori sia con interventi diretti del singolo comune, che come trasferimento delle maggiori somme assegnate all’ ambito territoriale sociale di appartenenza, sotto forma di assegnazione vincolata al potenziamento dei servizi sociali.
Le opzioni di utilizzo sono molteplici tra cui l'assunzione di assistenti sociali a tempo indeterminato o altre figure professionali necessarie, al miglioramento significativo dei servizi sociali esistenti tramite, ad esempio, servizi aggiuntivi di assistenza domiciliare agli anziani, di accompagnamento alla genitorialità fragile, servizi di supporto ai minori in età scolare, oneri da sentenze di assistenza obbligatoria con o senza allontanamento dal nucleo familiare, assistenza ai disabili, eccetera.
A fronte delle risorse incrementali per i servizi sociali erogate i comuni sono tenuti a destinare nel 2021 una spesa per la funzione sociale, al netto del servizio di asili nido, almeno pari al fabbisogno standard monetario, rilevabile dal modello SOSE e delle annualità precedenti, nel limite delle risorse aggiuntive effettivamente assegnate e identificate.
La modalità di calcolo e di definizione delle risorse destinate e impiegate non è immediata ma è supportata anche da interventi specifici sviluppati da IFEL.
Tutti i comuni sono tenuti al monitoraggio del livello dei servizi offerti secondo quanto indicato nella scheda allegata al DPCM del I° luglio.
La scheda è oggetto di compilazione guidata dalle istruzioni fornite dal MEF, istruzioni recuperabili al seguente link: istruzioni.
Il raggiungimento dell’obiettivo di servizio, obiettivo identificato in modo specifico per ogni ente, dovrà essere certificato attraverso la compilazione della scheda di monitoraggio, integrata da una specifica relazione da trasmettere a SOSE entro il 31 maggio 2022, in modalità esclusivamente telematica.
Nel momento in cui si parla di monitoraggio e di certificazione delle risorse incrementali per i servizi sociali torna utile ricordare come le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2021 sono da considerarsi interamente aggiuntive solo per i Comuni che hanno registrato una spesa storica, rilevabile dal SOSE FC40U, contenente i dati del 2017, almeno pari al fabbisogno standard.
Qualora emerga una spesa storica inferiore ai fabbisogni standard 2021 vediamo come gli enti sono tenuti a rendicontare anche le risorse aggiuntive assegnate dalla legge di bilancio. Risorse aggiuntive riportate per ogni Comune nella tabella allegata al Dpcm 1° luglio 2021.
Certificazione inerente all’utilizzo delle risorse incrementali per i servizi sociali che, come vedremo, dovrà accompagnare il rendiconto costituendone allegato.
La relazione consuntiva inerente all’utilizzo delle risorse incrementali dei servizi sociali si compone di quattro sezioni:
La certificazione e la relazione debbono essere allegate al rendiconto e inviate entro il 31 maggio 2022 con modalità telematica a SOSE S.p.A.; in caso di mancata trasmissione, i comuni saranno soggetti ad una sanzione, consistente nel recupero del finanziamento ricevuto a valere sul Fondo di solidarietà o, in caso di incapienza, sull’IMU.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.