Le esenzioni e le riduzioni IMU nel 2025: guida completa

04 Settembre 2025
Michael Faganello

L’IMU, cioè l’Imposta Municipale Propria, rimane anche nel 2025 uno dei tributi locali più rilevanti per famiglie e imprese. Dopo aver analizzato nel dettaglio le aliquote IMU in un precedente articolo, è fondamentale approfondire due aspetti che spesso generano dubbi: le esenzioni IMU e le riduzioni IMU.

Questi due strumenti servono a rendere più equo il prelievo fiscale, perché non tutti gli immobili sono soggetti allo stesso trattamento. Alcuni casi, infatti, prevedono una totale esenzione dall’imposta, mentre altri consentono di pagare l’IMU in misura ridotta.

In questa guida completa sulle esenzioni e riduzioni IMU vedremo:

  • cosa significa esenzione IMU;
  • quali immobili beneficiano delle riduzioni IMU;
  • come le aliquote IMU influiscono comunque sul calcolo finale;
  • esempi pratici per capire meglio il meccanismo.

Le esenzioni IMU: cosa sono e a chi spettano

Le esenzioni IMU sono i casi in cui il contribuente non deve versare alcuna imposta. Riguardano sia abitazioni che terreni o fabbricati strumentali e sono previste dalla normativa nazionale, ma anche da regolamenti comunali.

Le principali esenzioni IMU 2025

Ecco l’elenco aggiornato delle esenzioni IMU previste per quest’anno:

  • Abitazione principale: è esente l’immobile in cui il contribuente e la sua famiglia hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale, se classificato in categorie catastali non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7).
  • Pertinenze dell’abitazione principale: una per ciascuna delle categorie C/2 (magazzini e cantine), C/6 (autorimesse) e C/7 (tettoie).
  • Fabbricati rurali strumentali: utilizzati per l’attività agricola.
  • Fabbricati posseduti da enti pubblici o enti non commerciali: quando destinati ad attività di interesse generale.
  • Terreni agricoli: nei comuni montani, collinari o se posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP.

Perché sono importanti le esenzioni IMU

Le esenzioni IMU permettono di tutelare i cittadini in condizioni particolari, come chi vive nella propria abitazione principale o chi lavora in agricoltura. Eliminare l’imposta in questi casi significa garantire equità.

Le riduzioni IMU: come funzionano

Diverso è il discorso per le riduzioni IMU. In questo caso il contribuente paga comunque, ma con un importo ridotto rispetto al dovuto ordinario.

Le riduzioni IMU principali nel 2025

Le situazioni più frequenti in cui si applicano riduzioni IMU sono:

  • Immobili inagibili o inabitabili: riduzione del 50% della base imponibile, se l’inagibilità è certificata.
  • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a figli o genitori: riduzione del 50%, purché ci siano i requisiti di residenza e registrazione del contratto.
  • Immobili di interesse storico o artistico: riduzione del 50%.
  • Fabbricati locati a canone concordato: riduzione del 25% sull’imposta calcolata.

Il ruolo delle riduzioni IMU

Le riduzioni IMU sono uno strumento che consente di calibrare l’imposta alle condizioni reali di utilizzo del bene. Se un immobile non è sfruttabile o viene usato in un contesto sociale particolare, pagare meno IMU è una forma di riequilibrio.

Esempi pratici di calcolo con esenzioni e riduzioni IMU

Esempio 1 – Esenzione IMU su abitazione principale

Un contribuente possiede una casa di categoria A/3 dove ha residenza e dimora. La rendita catastale è di 600 euro. Applicando i coefficienti, il valore imponibile sarebbe circa 100.800 euro. Tuttavia, grazie all’esenzione IMU, il contribuente non paga nulla.

Esempio 2 – Riduzione IMU su immobile inagibile

Un immobile accatastato come A/2 ha rendita di 800 euro, con valore imponibile di circa 134.400 euro. L’aliquota IMU del Comune è 10,6 per mille. L’imposta lorda sarebbe 1.424 euro. Con la riduzione IMU del 50% per inagibilità, il contribuente paga 712 euro.

Esempio 3 – Riduzione IMU per comodato a figlio

Un appartamento dato in comodato a un figlio ha rendita 500 euro. Valore imponibile 84.000 euro, aliquota IMU 10 per mille. L’imposta piena sarebbe 840 euro. Con la riduzione IMU del 50%, l’imposta effettiva è 420 euro.

Vediamo però nel dettaglio quali sono tutti i requisiti necessari per poter accedere a tale riduzione:

  • Grado di parentela: il comodato deve essere concesso esclusivamente a parenti di primo grado, cioè a figli o genitori. Non è valida l’agevolazione se l’immobile viene concesso a fratelli, nipoti, cugini o altri familiari.
  • Registrazione del contratto: il comodato deve essere formalizzato tramite contratto scritto e registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
  • Residenza e dimora abituale: il figlio o genitore che riceve l’immobile deve spostare la residenza anagrafica e la dimora abituale nell’abitazione concessa.
  • Un solo immobile posseduto dal comodante: il proprietario deve possedere in Italia una sola abitazione, oltre alla propria abitazione principale. Non rientrano nel calcolo eventuali fabbricati rurali o pertinenze.
  • Stesso Comune: sia l’abitazione principale del comodante che quella concessa in comodato devono essere ubicate nello stesso Comune.
  • Dichiarazione IMU: il proprietario deve presentare la dichiarazione IMU al Comune per ottenere la riduzione.

Se anche uno solo di questi requisiti non è rispettato, la riduzione IMU non si applica e il contribuente sarà tenuto al pagamento pieno dell’imposta, calcolata con le aliquote IMU in vigore.

Questi esempi dimostrano che le esenzioni IMU annullano del tutto il tributo, mentre le riduzioni IMU riducono il peso fiscale ma non lo eliminano.

Esenzioni IMU e riduzioni IMU: differenze chiave

Per chiarire ancora meglio:

  • Le esenzioni IMU eliminano del tutto l’imposta.
  • Le riduzioni IMU consentono un abbattimento, generalmente del 25% o del 50%.
  • Le aliquote IMU rimangono comunque decisive, perché la percentuale di imposta applicata si calcola sempre sul valore imponibile prima di eventuali esenzioni o riduzioni.

Aliquote IMU, esenzioni e riduzioni: il legame

Anche se parliamo di esenzioni e riduzioni, non bisogna dimenticare il ruolo delle aliquote IMU stabilite dai Comuni. Ogni Comune ha margini per deliberare le proprie aliquote IMU entro i limiti di legge.

Un’esenzione IMU rende l’aliquota irrilevante, perché non si paga nulla. Ma per le riduzioni IMU l’aliquota IMU incide eccome: l’imposta di base si calcola con l’aliquota e solo dopo si applica la riduzione.

Per approfondire questo aspetto puoi consultare il nostro articolo dedicato alle aliquote IMU.

Esenzioni IMU particolari: casi meno noti

Oltre ai casi principali, ci sono altre esenzioni IMU da conoscere:

  • Fabbricati costruiti e destinati alla vendita da imprese costruttrici (finché non vengono venduti o locati).
  • Immobili destinati a usi istituzionali di enti religiosi o associazioni no profit.
  • Immobili posseduti da enti pubblici esteri utilizzati come sede diplomatica.

Questi casi dimostrano come le esenzioni IMU abbiano anche una funzione sociale e politica.

Riduzioni IMU particolari: altre agevolazioni

Tra le riduzioni IMU meno note rientrano:

  • Fabbricati collabenti (accatastati F/2).
  • Case concesse in locazione a canone sociale.
  • Immobili soggetti a vincoli culturali o paesaggistici.

Queste riduzioni IMU possono variare in base al regolamento comunale e vanno sempre verificate localmente.

Esenzioni IMU, riduzioni IMU e dichiarazioni

Per beneficiare di esenzioni IMU o riduzioni IMU, spesso è necessario presentare una dichiarazione IMU al Comune. Senza questa comunicazione, l’agevolazione può essere negata.

Esempio: per il comodato d’uso gratuito tra genitori e figli occorre la registrazione del contratto e la dichiarazione IMU al Comune.

Conclusioni

Le esenzioni IMU e le riduzioni IMU sono strumenti fondamentali per garantire una tassazione più equa. Nel 2025, i contribuenti devono prestare attenzione sia alle regole generali sia alle delibere comunali sulle aliquote IMU.

Conoscere in anticipo i casi di esenzione IMU e di riduzione IMU permette di:

  • evitare di pagare più del dovuto;
  • sfruttare al meglio le agevolazioni previste;
  • avere maggiore certezza nei propri bilanci familiari o aziendali.

 Non dimenticare che il calcolo finale dipende comunque dalle aliquote IMU deliberate dal Comune.

Con un corretto utilizzo delle esenzioni IMU e delle riduzioni IMU, ogni contribuente può affrontare il pagamento dell’imposta con più serenità e con la certezza di rispettare la legge senza rinunciare ai propri diritti.

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