La salvaguardia degli equilibri di bilancio: un impegno continuo oltre la scadenza

06 Agosto 2025
Studio Sigaudo

Un equilibrio da costruire ogni giorno

La gestione finanziaria degli enti locali è un'attività complessa che richiede costante attenzione, monitoraggio e responsabilità. In particolare, la salvaguardia degli equilibri di bilancio rappresenta uno degli aspetti più delicati e imprescindibili. Non si tratta di un semplice adempimento annuale, ma di un processo dinamico che accompagna ogni fase dell'amministrazione, influenzando la programmazione, l'attuazione e la rendicontazione delle politiche pubbliche.

Con le nuove regole introdotte nell’ambito della governance economico-finanziaria europea e le mutate condizioni di gestione della cassa pubblica, gli enti locali devono rivedere costantemente i propri strumenti di analisi e controllo. Il triennio 2025-2027 sarà particolarmente sfidante: rigore contabile, visione strategica e capacità di adattamento saranno fondamentali.

L'equilibrio di bilancio deve diventare una traiettoria quotidiana e non più una semplice fotografia al momento della scadenza. Deve guidare le scelte politiche e gestionali per prevenire criticità, garantire sostenibilità nel medio-lungo periodo e rafforzare la fiducia degli stakeholder istituzionali e cittadini.

L'importanza degli equilibri di bilancio

Attestare il permanere degli equilibri entro il 31 luglio è fondamentale, ma la sua valenza va ben oltre la scadenza. Si tratta di una verifica strutturale e prospettica della sostenibilità del bilancio, che deve considerare sia la gestione corrente che quella in conto capitale.

Tra gli aspetti chiave:

  • l’andamento dei residui attivi e passivi;
  • l'adeguatezza del Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde);
  • l’impatto degli organismi partecipati;
  • la nuova codifica U.1.10.01.07.001 relativa al fondo "Obiettivi di finanza pubblica" introdotta dalla governance europea.

Dal 2025, solo gli enti con risultato positivo di amministrazione potranno utilizzare tale fondo per investimenti. Gli enti in disavanzo dovranno invece recuperarlo con misure straordinarie, rendendo necessaria una gestione rigorosa, trasparente e coerente con gli obiettivi di sostenibilità.

Oltre la scadenza: continuità e presidio finanziario

Il 31 luglio non è un punto di arrivo, ma una tappa intermedia. Il presidio della stabilità finanziaria deve proseguire lungo tutto il ciclo di programmazione e gestione. L'analisi deve includere:

  • le previsioni evolutive;
  • le criticità emergenti;
  • le strategie correttive;
  • l’intero bilancio pluriennale 2025-2027.

Qualora emergano squilibri non risolvibili con mezzi ordinari (spending review, razionalizzazione servizi, accertamento e riscossione potenziata), l'ente può ricorrere al risultato di amministrazione, ma con cautela, per non pregiudicare la sostenibilità futura.

Monitoraggio delle opere pubbliche

Un elemento strategico è lo stato di avanzamento dei lavori pubblici: la coerenza tra cronoprogrammi, previsioni di spesa e realizzazione concreta è fondamentale.

Un sistema di monitoraggio efficace permette:

  • di prevenire ritardi e contenziosi;
  • di evitare la revoca di fondi PNRR o cofinanziamenti UE;
  • di migliorare l'affidabilità progettuale e amministrativa.

Allo stesso tempo, la tempestiva emersione e copertura dei debiti fuori bilancio è essenziale per la tenuta del bilancio e la responsabilità degli amministratori.

La gestione di cassa come presidio strategico

La cassa non è più un elemento solo esecutivo: è un vero e proprio strumento di controllo. L'aggiornamento trimestrale del piano dei flussi di cassa è cruciale per garantire:

  • coerenza tra stanziamenti e realtà;
  • puntualità nei pagamenti;
  • capacità di onorare impegni istituzionali;
  • pianificazione efficace degli investimenti.

Un presidio proattivo della liquidità rafforza la reputazione dell'ente e migliora l'accesso a risorse esterne.

Accantonamenti: rigore e metodo

Tra gli accantonamenti strategici figura il Fondo contenzioso, da valutare con criteri oggettivi in base al grado di rischio. Accantonamenti sottostimati espongono l’ente a tensioni future e responsabilità.

Altro elemento critico è l'onere potenziale derivante da garanzie prestate a terzi. Il rischio va presidiato con fondi adeguati fin dal momento della concessione della garanzia, supportati da:

  • analisi sull'affidabilità del soggetto garantito;
  • regolamenti interni;
  • monitoraggi periodici.

Residui attivi e Fcde: valutazioni qualitative

Una ricognizione approfondita dei residui attivi è indispensabile per adeguare correttamente il Fcde. Serve una classificazione dei residui per grado di affidabilità, utilizzando matrici oggettive di valutazione.

Anche i crediti verso altre PA, pur non svalutabili, possono nascondere criticità strutturali. In tali casi è raccomandato attivare confronti sistematici per accelerare i pagamenti.

Infine, lo stanziamento aggiuntivo al Fcde tramite risultato di amministrazione deve essere prudenziale e non una prassi. L'adeguatezza del fondo deve derivare da una programmazione realistica, coerente con gli incassi e il contenzioso.

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