La salvaguardia degli equilibri di bilancio è un adempimento obbligatorio per tutti gli Enti locali. Consiste in una verifica periodica volta ad accertare il mantenimento del pareggio finanziario tra entrate e spese e il rispetto di tutti gli equilibri di bilancio stabiliti dalla normativa. Questo processo è fondamentale per garantire una gestione finanziaria corretta e trasparente e per prevenire situazioni di deficitarietà o dissesto.
La salvaguardia riguarda il pareggio complessivo di competenza e di cassa attraverso una rigorosa valutazione di tutti i flussi di entrata e di spesa. Comporta la corretta applicazione di tutti gli altri equilibri finanziari, economici e patrimoniali, i quali devono essere verificati non solo in sede di previsione ma anche durante la gestione in modo concomitante con lo svolgersi delle operazioni. La verifica di tutti gli equilibri interni ed esterni deve essere garantita durante tutto l’esercizio.
L'articolo 193 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) enuncia l'obbligo per gli enti locali di rispettare, durante la gestione e nelle variazioni di bilancio, il pareggio finanziario complessivo e tutti gli equilibri stabiliti in bilancio per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti. Si fa particolare riferimento agli equilibri di competenza e di cassa, come definiti, tra l'altro, dall'articolo 162, comma 6, del TUEL.
La norma prevede che, con periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell'ente e comunque almeno una volta entro il 31 luglio di ciascun anno, l'organo consiliare provveda con delibera a dare atto del permanere degli equilibri generali di bilancio. In caso di accertamento negativo, il consiglio deve adottare, contestualmente, i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio.
L'articolo 193 prevede inoltre l'obbligo di adottare:
La deliberazione sulla permanenza degli equilibri deve essere allegata al rendiconto dell'esercizio relativo.
La verifica annuale degli equilibri di bilancio da parte dell'organo consiliare deve essere effettuata almeno una volta all'anno entro il 31 luglio. Tuttavia, il regolamento di contabilità dell'ente locale può stabilire una periodicità maggiore. Ad esempio, alcuni regolamenti prevedono verifiche semestrali.
È importante notare che, in caso di proroga del termine per l'approvazione del bilancio di previsione al 31 luglio, gli enti che approvano il bilancio in tale data possono attestare la permanenza degli equilibri contestualmente nella delibera di approvazione del bilancio stesso, senza adottare un atto separato. Ciò nonostante, la delibera di salvaguardia (o l'atto che la contiene) deve comunque riguardare aspetti che prescindono dalla sola predisposizione del bilancio di previsione, come l'esistenza di debiti fuori bilancio o l'adeguamento del FCDE.
La salvaguardia degli equilibri e l'assestamento generale di bilancio (disciplinato dall'articolo 175 del TUEL) sono due adempimenti distinti, sebbene spesso vengano adottati con un'unica deliberazione.
Le finalità sono diverse:
In sintesi, l'assestamento aggiorna il bilancio, mentre la salvaguardia ne verifica la tenuta e, se necessario, prevede le misure per ripristinare gli equilibri. Concettualmente, la salvaguardia precede l'assestamento, poiché l'esito della verifica di salvaguardia può rendere necessario l'applicazione dell'avanzo o l'adozione di altre misure che si riflettono nell'assestamento.
Un aspetto cruciale della salvaguardia è la verifica e l'eventuale adeguamento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE). L'articolo 193 del TUEL impone di adottare le iniziative necessarie per adeguare il FCDE accantonato nel risultato di amministrazione in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui.
Questa è la sede opportuna per adeguare il fondo, specialmente se le percentuali di riscossione dei crediti si rivelano inferiori a quanto previsto o allo storico. La salvaguardia verifica che i residui attivi mantengano il grado di riscossione previsto. L'adeguatezza del FCDE è fondamentale perché influenza la composizione del risultato di amministrazione e può avere un impatto anche sul calcolo dei limiti assunzionali. L'adeguamento del FCDE comporta una modifica della composizione del risultato di amministrazione.
Oltre al FCDE, la salvaguardia degli equilibri implica la verifica della congruità e adeguatezza di altri accantonamenti e fondi. Le fonti menzionano la verifica del Fondo Rischi e del Fondo Pluriennale Vincolato, il cui ordine e corretta gestione devono essere verificati.
In generale, la verifica degli accantonamenti mira a garantire che i fondi accantonati nel bilancio di previsione o nel risultato di amministrazione siano adeguati. Questo può includere accantonamenti per rischi specifici, per il trattamento di fine mandato del sindaco, o per nuove esigenze derivanti da contratti di lavoro. La salvaguardia offre l'occasione per correggere eventuali errori commessi nella valutazione o costituzione di questi fondi. Se un rischio per il quale un fondo è stato accantonato viene meno (ad esempio, per una transazione), è possibile svincolare le somme corrispondenti.
I controlli per la salvaguardia degli equilibri sono obbligatori. Si tratta di controlli concomitanti che integrano e attualizzano il controllo preventivo effettuato in sede di parere sul Bilancio di Previsione. Devono essere effettuati obbligatoriamente prima del rilascio del parere alla verifica e alla salvaguardia degli equilibri.
Qualora la verifica accerti una situazione negativa, prevedendo un disavanzo di amministrazione o di gestione (per squilibrio di competenza, di cassa, o della gestione dei residui), l'organo consiliare deve adottare, contestualmente alla delibera di verifica, i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio.
Questi provvedimenti possono includere diverse misure:
Il consiglio comunale, sulla base della relazione del Responsabile del Servizio Finanziario e acquisito il parere del revisore, in caso di esito negativo della verifica, adotta le misure necessarie a ripristinare gli equilibri.
Per il mantenimento degli equilibri di bilancio, per l’anno in corso e per i due successivi, è possibile utilizzare diverse fonti:
Ove non si possa provvedere con le modalità sopra indicate, è possibile impiegare la quota libera del risultato di amministrazione (avanzo libero). L'utilizzo della quota libera segue un ordine di priorità stabilito dall'articolo 187 del TUEL:
In sede di salvaguardia è inoltre possibile, in deroga a norme ordinarie, modificare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza per coprire eventuali squilibri.
La mancata adozione, da parte dell'ente, dei provvedimenti di riequilibrio previsti dall'articolo 193 del TUEL è equiparata, ad ogni effetto di legge, alla mancata approvazione del bilancio di previsione di cui all'articolo 141 del TUEL. Questa equiparazione può portare all'applicazione della procedura di scioglimento del Consiglio comunale, una conseguenza considerata molto pesante.
Anche la mancata attestazione del permanere degli equilibri entro il termine del 31 luglio, pur in presenza di equilibri, costituisce un'irregolarità contabile, sebbene non scatti con certezza la procedura di scioglimento del consiglio come nel caso della mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio necessari in caso di squilibrio accertato.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.