La rivoluzione della Tariffa Rifiuti. Analisi del TICSER e la nuova struttura pentanomia

27 Ottobre 2025
Simone La Fauci

La Deliberazione ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) 5 agosto 2025, n. 396/2025/R/RIF, e il suo Allegato A, noto come Testo Integrato Corrispettivi Servizio Gestione Rifiuti (TICSER), segnano un momento cruciale nella regolamentazione del settore dei rifiuti urbani in Italia. L'obiettivo principale è garantire una maggiore uniformità, corrispondenza tra costi e corrispettivi, trasparenza e sviluppo del settore in linea con il paradigma dell'Economia Circolare e il principio comunitario del "chi inquina paga" (pay-as-you-throw - PAYT). Il TICSER introduce, a partire dal 2028, una metodologia innovativa per l'articolazione tariffaria rivolta agli utenti.

L'Iniziativa ARERA e gli obiettivi comunitari

L'intervento regolatorio di ARERA nasce dalla necessità di adeguare i criteri di articolazione tariffaria al mutato contesto socio-economico e al paradigma emergente di economia circolare. Le indagini conoscitive condotte hanno evidenziato una notevole eterogeneità nei costi del servizio e nelle regole di articolazione tariffaria a livello nazionale, spesso basate su criteri presuntivi previsti dal d.P.R. 158/99, un quadro normativo ritenuto non pienamente attuale data la profonda evoluzione del settore.

La normativa è fortemente influenzata dagli obiettivi europei di economia circolare, tra cui il raggiungimento entro il 2035 di un tasso di preparazione al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani pari almeno al 65% e un tasso di smaltimento in discarica non superiore al 10%. Per perseguire questi ambiziosi traguardi, l’Autorità mira a valorizzare le attività di misurazione, fondamentali per la responsabilizzazione dell’utenza e lo sviluppo industriale (l’obiettivo di sviluppo), e a fornire segnali di prezzo corretti (l’obiettivo di corrispondenza).

La nuova struttura pentanomia della Tariffa Rifiuti

Il cuore della riforma è l'introduzione della struttura pentanomia della tariffa, obbligatoria dal 2028 sia per la TARI (tributo e tributo puntuale) sia per la Tariffa Corrispettiva (TCP). La tariffa all'utenza si articola in cinque componenti che riflettono le principali fasi del ciclo di gestione dei rifiuti:

ΣT = ΣT_(DEC) + ΣT_(ACS) + ΣT_(RAC) + ΣT_(REC) + ΣT_(SMAL)

Queste cinque componenti si suddividono in due parti fondamentali:

  1. Componenti di Parte Fissa ΣTF):list
    • ΣT_(DEC) (Decoro Urbano): legata al servizio di decoro urbano (spazzamento e lavaggio strade). È riconducibile ai servizi indivisibili di godimento collettivo. Corrisponde ai costi di spazzamento e lavaggio strade CSL.
    • ΣT_(ACS) (Accesso al Servizio): riferita all’organizzazione e alle infrastrutture potenzialmente messe a disposizione dell’utenza. Corrisponde ai costi comuni CC) e ai costi d'uso del capitale CK.
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  2. Componenti di Parte Variabile ΣTV:list
    • ΣT_(RAC) (Raccolta e Trasporto dei rifiuti urbani): copre le operazioni di raccolta e trasporto sia delle frazioni differenziate CRD sia del rifiuto urbano residuo CRT.
    • ΣT_(REC) (Trattamento e Recupero): relativa alle attività di riciclaggio e recupero di materia o energia (ad esempio incenerimento con recupero energetico). È determinata dai costi di trattamento e recupero CTR, al netto dei proventi della vendita di materiale/energia e dei ricavi riconosciuti dai sistemi collettivi di responsabilità estesa del produttore (es. CONAI).
    • ΣT_(SMAL) (Trattamento e Smaltimento): relativa allo smaltimento finale in discarica o incenerimento senza recupero di energia. Corrisponde ai costi di trattamento e smaltimento CTS.
    list

Questa articolazione mira a rendere chiaro e trasparente il confronto tra le attività ambientalmente virtuose (Recupero) e quelle collocate al fondo della gerarchia europea (Smaltimento), rafforzando il principio "chi inquina paga".

Deroghe e sviluppo del PAYT

Il TICSER riconosce la validità delle esperienze più avanzate e prevede una deroga transitoria (massimo biennale, limitata al 2028 e 2029) all’adozione della struttura pentanomia per gli Enti territorialmente competenti (ETC) che gestiscono il servizio in tariffa corrispettiva e che abbiano già raggiunto, al 2026, i target europei al 2035 (65% di riciclo/riutilizzo e 10% di smaltimento in discarica).

Inoltre, viene promosso lo sviluppo della Tariffazione Puntuale (TP), che può essere adottata sia in regime di Tariffa Corrispettiva (TCP) sia di TARI Tributo Puntuale (TARIP). L'adozione di sistemi di misura puntuale è un fattore chiave per l'efficacia del regime tariffario, in quanto fornisce incentivi alla separazione alla fonte e alla riduzione dei rifiuti indifferenziati.

Un elemento di sviluppo fondamentale è l'obbligo, per le procedure di affidamento del servizio (avviate dal 1° gennaio 2028), di integrare nei Criteri Ambientali Minimi (CAM) l'adozione di sistemi di misurazione/contabilizzazione puntuale del rifiuto conferito, in particolare per il rifiuto urbano residuo (RUR), indipendentemente dal regime di prelievo adottato (TARI o Tariffa Corrispettiva). Questa misura mira a promuovere la modernizzazione e la digitalizzazione dei sistemi di raccolta.

Riparto dei costi: utenze domestiche vs. non domestiche

La normativa stabilisce che le utenze siano classificate nelle due macrocategorie di utenza domestica e utenza non domestica.

Ogni componente tariffaria della struttura pentanomia deve essere suddivisa tra queste due macrocategorie. Il riparto deve basarsi su driver specifici per ciascuna delle cinque componenti, scelti dall’ETC in base alla natura del servizio sotteso e seguendo criteri di razionalità, ragionevolezza e oggettività. Si incoraggia l’utilizzo di misurazioni, anche a campione o semplificate, laddove disponibili.

Per garantire la sostenibilità dell'implementazione e mitigare gli impatti redistributivi, è previsto un meccanismo di gradualità: l'aumento annuale dell'importo complessivo delle componenti di costo attribuite a ciascuna macrocategoria non può superare il 10% rispetto ai criteri previgenti, avviando un percorso di progressiva convergenza.

Articolazione tariffaria per l'Utenza Domestica

L'articolazione della tariffa per l'utenza domestica (UD) (che rappresenta in media l'88,2% delle utenze totali a livello nazionale) si basa su criteri che tengono conto delle caratteristiche del nucleo familiare e della superficie dell'immobile.

  1. Decoro urbano: è commisurata utilizzando come parametro la superficie dell'immobile. La logica è che i costi dei servizi indivisibili (come il decoro urbano) siano ripartiti in base al valore delle proprietà che ne traggono vantaggio.
  2. Accesso al servizio: è ripartita in modo uniforme tra tutte le utenze domestiche.
  3. Componenti variabili Ti^RAC,d, Ti^REC,d, Ti^SMAL,d: queste componenti sono commisurate in base al coefficiente proporzionale di produttività Kb^*n, che è funzione del numero di componenti (n) del nucleo familiare. Il valore di Kb^n si ottiene tramite la formula Kb^(n = √n).

Flessibilità UD: In regime di tariffa corrispettiva, l'ETC può utilizzare un parametro alternativo alla superficie per il Decoro urbano, e può convenzionalmente porre il numero massimo di componenti familiari pari a 6, anche se il valore reale è superiore. Inoltre, nei regimi di tariffazione puntuale, per le componenti variabili è sempre consentito l'uso di driver derivanti da sistemi di misurazione puntuale, in alternativa o combinazione al parametro n.

Articolazione Tariffaria per l'Utenza Non Domestica

Per le utenze non domestiche (UND), l'articolazione tariffaria tiene conto dell'attività produttiva svolta e del potenziale di produzione di rifiuti.

  1. Decoro urbano: è calcolata come prodotto della quota unitaria, della superficie dei locali; e del coefficiente potenziale di produzione Kca_pc,p_c. Kc tiene conto del contributo potenziale alla produzione di rifiuti “esterni” connesso alla tipologia di attività e al profilo attribuito all’utenza.
  2. Accesso al servizio: è ripartita in modo uniforme per numero di utenze, sebbene sia ammesso l'uso di criteri alternativi oggettivi per differenziare le aliquote in base alla variabilità delle utenze non domestiche.
  3. Componenti variabili Tj^RAC,nd, Tj^REC,nd, Tj^SMAL,nd: sono commisurate in base alla superficie e al coefficiente potenziale di produzione. Kd tiene conto della quantità totale di produzione di rifiuto.

Sia Kc che Kd sono definiti tramite tabelle univoche (presenti nell'Allegato A) che associano intervalli di valori a 30 categorie di attività produttiva (apd/apc), superando l'impostazione differenziata per aree geografiche del vecchio d.P.R. 158/99.

Esclusione per rifiuti conferiti fuori dal servizio pubblico: le utenze non domestiche che conferiscono i propri rifiuti urbani, in tutto o in parte, fuori dal servizio pubblico e ne dimostrano l'avvio a riciclo o recupero, sono escluse dalla corresponsione delle componenti tariffarie di parte variabile (T(RAC), T(REC), T(SMAL)). Rimane comunque dovuto il versamento delle componenti di parte fissa (Decoro urbano e Accesso al servizio).

Flessibilità UND: sono previsti margini di flessibilità per l'uso di parametri alternativi per il Decoro urbano o l'uso di tariffe specifiche per utenze non domestiche particolari la cui produzione di rifiuti non dipende dalla superficie. Anche per le UND, in regime di tariffazione puntuale, è consentito l'uso di driver derivanti da sistemi di misurazione e contabilizzazione dei rifiuti conferiti, in alternativa o in combinazione ai parametri presuntivi.

Gradualità e Prospettive Future

Analogamente alle utenze domestiche, anche per le tipologie di utenza non domestica si applica il vincolo di incremento massimo annuo del 10% rispetto ai criteri previgenti, per assicurare una graduale transizione e la copertura integrale dei costi del servizio.

L'introduzione del TICSER, con la sua struttura pentanomia e l'enfasi sulla Tariffazione Puntuale e sulla misurazione obbligatoria nei nuovi bandi di gara a partire dal 2028, rappresenta un salto di qualità nella regolazione tariffaria dei rifiuti urbani. L’obiettivo finale di ARERA è rafforzare la coerenza tra i costi efficienti riconosciuti al gestore e i corrispettivi richiesti all'utente, promuovendo al contempo un sistema più equo, trasparente e orientato al conseguimento dei target europei di economia circolare. L'attuazione di questa riforma prevede un biennio propedeutico (2026-2027) di monitoraggio e confronto per garantire un ordinato processo di implementazione.

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