Nel complesso panorama della Pubblica Amministrazione italiana, la trasparenza e la rendicontazione verso i cittadini e gli organi di controllo sono diventate esigenze imprescindibili. Per rispondere a queste necessità, è stato introdotto uno strumento fondamentale: la Relazione di Fine Mandato.
Questo documento deve essere redatto da ogni ente locale al termine del proprio mandato amministrativo e rappresenta molto più di un semplice obbligo formale.
La Relazione di Fine Mandato costituisce infatti un momento cruciale di verifica e comunicazione, attraverso cui gli amministratori rendono conto in modo chiaro e dettagliato dell’attività svolta durante il mandato. Essa offre alla collettività un resoconto trasparente sui risultati conseguiti, sulle difficoltà incontrate e sulle scelte compiute, fornendo così un bilancio complessivo dell’azione amministrativa e politica.
Il valore di questo documento risiede nella sua funzione di strumento di governance responsabile: permette di collegare gli obiettivi programmati all’inizio del mandato con i risultati effettivamente raggiunti, favorendo una valutazione critica e costruttiva dell’operato degli organi di governo. Inoltre, la relazione supporta il passaggio di consegne verso la nuova amministrazione, facilitando la continuità e la pianificazione futura.
In questa analisi, verranno approfonditi vari aspetti fondamentali della Relazione di Fine Mandato. Si illustrerà il quadro normativo che ne regola l’obbligo e i requisiti, evidenziando chi deve predisporla e quali elementi deve necessariamente contenere. Verrà inoltre spiegato come si articola il processo di redazione e di certificazione da parte degli organi competenti, nonché le tempistiche previste dalla legge per la sua presentazione e pubblicazione.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle conseguenze derivanti dal mancato adempimento di questo obbligo, che comporta sanzioni economiche e di natura reputazionale per gli amministratori. Infine, sarà chiarito il tema spesso frainteso del cosiddetto “trattamento di fine mandato”, sottolineando come non esista alcuna buonuscita o liquidazione prevista per gli amministratori locali alla fine del loro incarico.
Negli ultimi decenni, la Pubblica Amministrazione italiana ha attraversato una significativa trasformazione, con un crescente impegno volto a migliorare la qualità della gestione pubblica e a garantire maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini. Questo processo di riforma ha coinvolto in particolare gli enti locali, come Comuni, Province e Città Metropolitane, dove la responsabilizzazione degli amministratori è diventata un tema centrale.
Le riforme si sono concentrate sulla prevenzione di inefficienze, sprechi e fenomeni di corruzione, introducendo meccanismi più rigorosi di controllo e rendicontazione. In questo contesto, sono stati adottati strumenti di rendicontazione che vanno oltre la semplice dimensione finanziaria, abbracciando anche gli aspetti programmatici e gestionali dell’attività amministrativa.
L’obiettivo è offrire ai cittadini una visione più completa e trasparente dell’operato degli enti locali, consentendo così una valutazione più consapevole dell’efficacia e dell’efficienza delle azioni intraprese. Questi strumenti rappresentano un passo importante verso una Pubblica Amministrazione più responsabile, capace di dialogare apertamente con la collettività e di favorire un governo locale più partecipativo e trasparente.
La Relazione di Fine Mandato è un documento fondamentale attraverso il quale un ente locale riassume e valuta l’attività svolta dall’organo di governo durante l’intero mandato amministrativo. Questo documento rappresenta una sorta di bilancio politico e gestionale che mette a confronto i risultati effettivamente raggiunti con gli obiettivi programmati all’inizio del mandato. La sua funzione principale è quella di garantire trasparenza e responsabilità, offrendo una visione chiara e dettagliata dell’operato amministrativo.
In particolare, la Relazione di Fine Mandato ha il compito di verificare la coerenza tra il programma politico iniziale e le azioni effettivamente realizzate dall’amministrazione. Questo consente di comprendere se e in che misura gli impegni presi sono stati mantenuti, evidenziando eventuali scostamenti e le ragioni che li hanno determinati. Inoltre, la relazione valuta la capacità gestionale dell’ente, analizzando l’efficienza e l’efficacia delle scelte adottate durante il mandato.
Un altro aspetto cruciale è la rendicontazione delle risorse utilizzate, che include un’analisi della situazione finanziaria complessiva dell’ente. Questo elemento è fondamentale per garantire trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche e per fornire un quadro chiaro delle condizioni economiche dell’amministrazione.
La relazione deve inoltre mettere in luce le criticità incontrate, spiegando le difficoltà affrontate e le decisioni assunte per superarle. Infine, rappresenta uno strumento informativo essenziale per cittadini e organi di controllo, poiché consente di conoscere in modo completo e accessibile i risultati dell’attività amministrativa e le prospettive future.
La Relazione di Fine Mandato è stata introdotta ufficialmente dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 149/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 novembre 2011. Questa norma ha imposto agli enti locali l’obbligo di redigere e pubblicare una relazione al termine del mandato degli organi di governo.
Il decreto ha previsto che la relazione sia predisposta dal responsabile del servizio finanziario (o in mancanza, dal segretario generale), sottoscritta dal sindaco o presidente della provincia e certificata dall’organo di revisione economico-finanziaria.
Ecco un indice degli argomenti principali trattati nell’Articolo 4 sulla Relazione di Fine Mandato provinciale e comunale:
Il Decreto Ministeriale 26 aprile 2013 ha fornito un modello-tipo per la redazione della relazione, definendo i contenuti minimi obbligatori, la struttura del documento e le tempistiche di presentazione e pubblicazione.
La Relazione di Fine Mandato è destinata a diversi interlocutori fondamentali.
In primo luogo, si rivolge ai cittadini e alla comunità locale, i quali hanno il diritto di essere informati su come sono state gestite le risorse pubbliche e su quanto l’amministrazione abbia rispettato gli impegni assunti all’inizio del mandato. Questo permette alla popolazione di valutare l’operato degli amministratori e di partecipare in modo consapevole alla vita pubblica.
In secondo luogo, la relazione è uno strumento essenziale per gli organi di controllo, come la Corte dei Conti e gli organismi di revisione interna. Questi enti hanno il compito di verificare la legittimità, la correttezza e la regolarità delle attività svolte dall’amministrazione, assicurandosi che le risorse siano state utilizzate in modo conforme alle norme e ai principi di buona gestione.
Infine, la relazione si rivolge anche alla nuova amministrazione che subentra, fornendo un quadro dettagliato dell’operato precedente. Questo è fondamentale per garantire continuità amministrativa e pianificazione efficace delle future azioni, evitando sprechi e favorendo un miglioramento costante della gestione pubblica. In questo modo, la Relazione di Fine Mandato diventa uno strumento chiave per assicurare trasparenza, responsabilità e buona governance.
Il Responsabile del servizio finanziario è il soggetto deputato a redigere tecnicamente la relazione, garantendo accuratezza e completezza. In assenza di tale figura, la responsabilità passa al Segretario generale.
Il documento deve essere sottoscritto dall’organo politico di vertice:
L’organo di revisione economico-finanziaria (collegio dei revisori o organo equivalente) ha il compito di certificare la conformità e veridicità della relazione entro 15 giorni dalla sua sottoscrizione, esprimendo un parere che verrà allegato al documento.
Il rispetto delle scadenze è un aspetto fondamentale per garantire trasparenza e continuità amministrativa.


La pubblicazione deve avvenire nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale dell’ente.
La Relazione di Fine Mandato deve essere organizzata in sezioni ben distinte e facilmente consultabili, così da agevolare la lettura e la comprensione da parte di cittadini, organi di controllo e nuova amministrazione. Di seguito i principali elementi che la compongono:
Questa struttura dettagliata assicura un quadro completo e trasparente dell’operato amministrativo, rendendo la relazione uno strumento essenziale per la comunicazione con la comunità, per il controllo e per la continuità amministrativa.
Per redigere una Relazione di Fine Mandato completa, attendibile e utile, è fondamentale seguire un approccio metodologico rigoroso.
Il primo passo consiste in una raccolta dati sistematica, che deve avvenire attraverso strumenti strutturati come software gestionali, banche dati contabili e report prodotti dai vari uffici dell’ente. Solo una base informativa solida consente di costruire un quadro fedele dell’attività amministrativa svolta.
È altrettanto importante coinvolgere attivamente i responsabili dei vari settori dell’ente. Il loro contributo tecnico e operativo è essenziale per comprendere nel dettaglio l’andamento dei progetti, l’impiego delle risorse e le eventuali criticità affrontate nel corso del mandato. La collaborazione tra uffici favorisce una visione integrata e completa della gestione.
Infine, la relazione deve essere accompagnata da una valutazione critica, non limitandosi a elencare risultati ma confrontando gli obiettivi programmati con quelli effettivamente raggiunti.
Questo confronto permette di individuare gli scostamenti, analizzarne le cause — siano esse interne o esterne all’amministrazione — e trarne indicazioni utili per il futuro. Solo attraverso questo processo è possibile trasformare la relazione in uno strumento di rendicontazione autentica e di miglioramento continuo dell’azione pubblica.
La normativa prevede sanzioni specifiche per chi non rispetta l’obbligo di redigere e trasmettere la Relazione di Fine Mandato, con misure che riguardano sia aspetti economici sia di natura reputazionale, per incentivare la trasparenza e il corretto adempimento.
Queste sanzioni rappresentano un sistema integrato che combina penalità economiche e implicazioni reputazionali, con l’obiettivo di assicurare che la Relazione di Fine Mandato venga sempre predisposta e diffusa, favorendo così una gestione più responsabile e trasparente delle risorse pubbliche.
L’articolo 10 del decreto ministeriale 4 aprile 2000 n. 119 stabilisce che, al termine del mandato, l’indennità dei sindaci e dei presidenti di provincia deve essere integrata con una somma pari ad una indennità mensile spettante per 12 mesi di mandato, proporzionalmente ridotto per periodi inferiori all'anno.
Dal punto di vista contabile, il principio 4/2 allegato al d.lgs. 118/2011 classifica questa indennità tra le spese potenziali dell’ente. Per questo motivo, ogni anno, nel bilancio di previsione, deve essere accantonato un importo corrispondente a una mensilità dell’indennità del sindaco, iscritto nella missione 20, programma 3 “Altri fondi”. Poiché tale somma non può essere impegnata né spesa durante l’anno, viene riportata nel risultato di amministrazione come quota accantonata.
Al termine del mandato, per poter erogare effettivamente l’indennità, l’ente deve approvare una variazione di bilancio che utilizzi l’avanzo accantonato. Lo stanziamento sarà imputato al titolo 1 della spesa, missione 1, programma 1, da cui si procederà all’impegno, liquidazione e pagamento dell’indennità.
La relazione, dopo la certificazione e trasmissione alla Corte dei Conti, deve essere resa pubblica nel sito istituzionale, sezione “Amministrazione Trasparente”.
La Relazione di Fine Mandato rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere la buona governance e la trasparenza all’interno della Pubblica Amministrazione locale. Questo documento, attraverso un percorso ben definito che comprende la redazione, la certificazione e la successiva pubblicazione, permette a diversi soggetti – cittadini, organi di controllo e amministratori subentranti – di accedere a informazioni dettagliate e valutare con consapevolezza l’attività svolta durante il mandato amministrativo.
Il processo di redazione deve essere affrontato con rigore e attenzione, rispettando le normative vigenti e le scadenze previste dalla legge. Solo attraverso un’analisi critica e una valutazione onesta dei risultati raggiunti, delle criticità incontrate e delle risorse impiegate, la Relazione di Fine Mandato può diventare uno strumento realmente efficace per garantire responsabilità e trasparenza.
Inoltre, la partecipazione attiva degli stakeholder, in primis dei cittadini, è un elemento chiave per rafforzare il ruolo di questo documento. La sua pubblicazione rende infatti possibile un dialogo più aperto tra amministrazione e comunità locale, favorendo un clima di fiducia e un confronto costruttivo.
Infine, la Relazione di Fine Mandato non è soltanto una rendicontazione passiva, ma rappresenta anche un’opportunità per promuovere il miglioramento continuo nella gestione pubblica. Attraverso la valutazione delle criticità e il confronto con gli obiettivi iniziali, gli enti locali possono apprendere dalle esperienze passate e definire strategie più efficaci per il futuro.
In sintesi, il rispetto rigoroso delle norme e delle tempistiche, insieme a un approccio critico e partecipativo, sono indispensabili per valorizzare appieno questo importante strumento di governance e contribuire a una pubblica amministrazione più trasparente, efficiente e responsabile.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.