Cos’è il PIAO?
Il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) rappresenta una delle principali innovazioni introdotte per le Pubbliche Amministrazioni italiane. Si configura come una sorta di “testo unico della programmazione”, capace di accorpare e sostituire i numerosi documenti che le amministrazioni erano tenute a predisporre ogni anno. L’obiettivo è superare la frammentazione degli strumenti esistenti e adottare una logica unitaria, volta a guidare in modo più coerente le scelte di sviluppo delle PA.
Scopo e vantaggi del PIAO
Introdotto dall’articolo 6 del D.L. 80 del 9 giugno 2021, il PIAO ha come finalità principale la semplificazione e razionalizzazione degli obblighi programmatori, riducendo la burocrazia e rendendo più chiari e trasparenti i processi decisionali. Offre infatti una visione integrata, capace di collegare tra loro programmazione strategica, gestione del personale, formazione, anticorruzione e trasparenza.
Grazie a questo approccio, le amministrazioni possono pianificare le proprie attività in maniera coordinata, definendo obiettivi chiari e misurabili, coerenti con le risorse disponibili e con le priorità istituzionali.
Il Piano è pensato per:
- garantire qualità e trasparenza nell’azione amministrativa;
- migliorare i servizi offerti a cittadini e imprese;
- promuovere la semplificazione e reingegnerizzazione dei processi;
- sostenere una governance moderna, orientata ai risultati e in linea con i principi del PNRR.
In questa prospettiva, il PIAO si configura come un vero e proprio motore di cambiamento per la Pubblica Amministrazione, finalizzato alla creazione di Valore Pubblico, inteso come l’insieme dei benefici – tangibili e intangibili – generati dall’azione amministrativa a favore della collettività.
Cosa ha sostituito il PIAO?
Il PIAO ha sostituito e accorpato numerosi documenti di programmazione che le amministrazioni pubbliche erano in passato tenute a predisporre separatamente, su base annuale. L’unificazione risponde all’esigenza di superare la ripartizione degli strumenti esistenti e di creare un unico piano di governance dell’ente.
In particolare, il PIAO integra i seguenti piani:
- PFP – Piano dei Fabbisogni di Personale
- PAC – Piano delle Azioni Concrete
- PRSD – Piano per la Razionalizzazione delle Dotazioni Strumentali
- PdP – Piano della Performance
- PtPCT – Piano di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza
- POLA – Piano Organizzativo del Lavoro Agile
- PAP – Piano di Azioni Positive
È opportuno precisare che dall’unificazione restano esclusi i documenti di carattere strettamente finanziario.
Grazie a questa riforma, tutti gli strumenti di programmazione confluiscono in un quadro strategico e operativo unitario, favorendo una gestione più coordinata, integrata e orientata ai risultati.
Obiettivi del PIAO
Il PIAO definisce una serie di obiettivi fondamentali e interconnessi per le Pubbliche Amministrazioni italiane, con l’intento di modernizzare la governance pubblica rendendola più efficiente, trasparente e orientata ai risultati.
Gli obiettivi principali del PIAO sono:
1. Semplificazione e integrazione della programmazione
- Superare la frammentazione dei diversi strumenti di programmazione, unificando in un unico documento piani finora separati (Piano della Performance, Piano dei Fabbisogni di Personale, Piano Anticorruzione e Trasparenza, Piano del Lavoro Agile).
- Creare un vero e proprio “testo unico della programmazione” che guidi in maniera integrata le scelte di sviluppo delle amministrazioni.
2. Creazione di valore pubblico
- Generare benefici concreti e misurabili per cittadini, imprese e stakeholder, andando oltre il mero adempimento formale.
- Contribuire al miglioramento della qualità della vita attraverso azioni mirate in ambito economico, sociale, educativo, assistenziale e ambientale.
- Orientare le decisioni e migliorare l’uso delle risorse pubbliche.
3. Miglioramento della qualità e trasparenza dei servizi e dei processi
- Garantire qualità e trasparenza nell’attività amministrativa.
- Offrire servizi più efficaci e accessibili a cittadini e imprese.
- Promuovere la semplificazione e la reingegnerizzazione dei processi, anche attraverso tecnologie digitali e il coinvolgimento degli utenti.
- Assicurare piena trasparenza dei risultati e dell’organizzazione delle amministrazioni.
4. Gestione del capitale umano e sviluppo organizzativo
- Definire strategie per la gestione e valorizzazione del personale, anche attraverso il lavoro agile.
- Pianificare obiettivi formativi annuali e pluriennali in ambiti come project management, competenze digitali, conoscenze tecniche, capacità manageriali e sviluppo culturale.
- Strutturare percorsi di reclutamento e crescita professionale, valorizzando le competenze interne e favorendo progressioni di carriera.
5. Prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza
- Identificare i processi a rischio e definire misure di prevenzione, in linea con la normativa vigente e con gli indirizzi dell’ANAC.
- Pianificare azioni concrete per garantire trasparenza e monitorare l’attuazione delle misure previste, anche tramite l’accesso civico.
6. Accessibilità e pari opportunità
- Garantire piena accessibilità, fisica e digitale, alle amministrazioni per persone anziane e con disabilità.
- Assicurare il rispetto della parità di genere, inclusa la composizione delle commissioni di concorso.
Quali tipologie di PIAO sono previste?
Esistono due tipologie principali di PIAO, la cui composizione varia in base al numero di dipendenti dell'Ente.
Queste due tipologie sono:
- PIAO semplificato – per enti con meno di 50 dipendenti
- PIAO ordinario – per enti con più di 50 dipendenti
PIAO semplificato
Il PIAO semplificato è la versione del Piano destinata agli enti con meno di 50 dipendenti. È stato definito dal Decreto del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 132 del 30 giugno 2022 ed è entrato in vigore il 22 settembre 2022.
Pur in forma ridotta, il PIAO semplificato mantiene l’obiettivo di integrare i principali documenti di programmazione e di orientare lo sviluppo delle amministrazioni.
La sua struttura si articola in tre sezioni principali:
1. Sezione anagrafica dell’amministrazione
Contiene i dati identificativi dell’ente.
2. Sezione Valore Pubblico, Performance e Anticorruzione
Include la Sottosezione Rischi corruttivi e trasparenza (modalità semplificata), predisposta dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell’ente.
Essa:
- si basa sugli obiettivi strategici definiti dall’organo di indirizzo e sulle linee guida del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA);
- aggiorna la rilevazione dei processi a rischio corruttivo già predisposta prima dell’entrata in vigore del decreto;
- individua le aree maggiormente esposte a rischio, tra cui:list
- autorizzazioni e concessioni;
- contratti pubblici;
- concessione ed erogazione di sovvenzioni e contributi;
- concorsi e selezioni;
- altri processi ritenuti critici dal RPCT e dai responsabili degli uffici, in relazione al raggiungimento degli obiettivi di performance e alla tutela del valore pubblico.
list
Si evidenzia che, per gli enti con meno di 50 dipendenti, non è obbligatoria la predisposizione del Piano della Performance.
3. Sezione Organizzazione e Capitale Umano
Si compone di tre sottosezioni:
- Struttura organizzativa: illustra il modello organizzativo dell’ente e gli interventi programmati per il suo sviluppo.
- Organizzazione del lavoro agile: definisce strategie e obiettivi per l’adozione di modelli di lavoro flessibile, anche da remoto, in coerenza con la Contrattazione Collettiva Nazionale.
- Piano triennale dei fabbisogni di personale: riporta la consistenza del personale al 31 dicembre dell’anno precedente, suddivisa per inquadramento professionale, con la programmazione delle cessazioni e la stima dell’evoluzione dei fabbisogni. A corredo, è richiesto l’allegato relativo alla determinazione annuale della capacità assunzionale.
A differenza del PIAO ordinario, la Sezione Monitoraggio non è prevista come parte integrante del PIAO semplificato. Tuttavia, l’analisi dei rischi corruttivi e la programmazione delle misure di trasparenza comportano comunque attività di verifica e controllo implicite.
PIAO ordinario
Il PIAO ordinario rappresenta il modello più completo del Piano ed è destinato agli enti con più di 50 dipendenti. La sua struttura si articola in quattro sezioni principali, ciascuna suddivisa in specifiche sottosezioni di programmazione.
Struttura del PIAO ordinario
1. Sezione Anagrafica dell’Amministrazione
Contiene i dati identificativi dell’ente.
2. Sezione Valore Pubblico, Performance e Anticorruzione
È la parte centrale del Piano e si articola in tre sottosezioni:
- Valore pubblico: definisce gli obiettivi generali e specifici dell’amministrazione, in coerenza con la programmazione finanziaria. Comprende:list
- i risultati attesi in termini di benessere economico, sociale, educativo, assistenziale e ambientale;
- le azioni per garantire la piena accessibilità fisica e digitale ai cittadini ultrasessantacinquenni e alle persone con disabilità;
- l’elenco delle procedure da semplificare o reingegnerizzare annualmente, anche tramite tecnologie digitali e consultazione degli utenti;
- gli obiettivi di creazione di valore pubblico per cittadini e imprese.
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- Performance: redatta secondo il Capo II del D.Lgs. 150/2009, stabilisce obiettivi e indicatori di efficienza ed efficacia. Deve includere almeno:list
- obiettivi di semplificazione coerenti con la pianificazione nazionale;
- obiettivi di digitalizzazione;
- azioni per garantire accessibilità universale;
- misure a favore delle pari opportunità e dell’equilibrio di genere.
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- Rischi corruttivi e trasparenza: predisposta dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), in coerenza con gli indirizzi ANAC e il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA). Comprende:list
- l’analisi del contesto esterno (fattori culturali, sociali, economici) e interno (scopo e assetto organizzativo dell’ente);
- la mappatura dei processi a rischio corruttivo, con attenzione a quelli legati al valore pubblico;
- la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione da adottare;
- la progettazione di interventi organizzativi improntati a semplificazione, efficacia ed efficienza;
- il monitoraggio delle misure adottate;
- la programmazione delle azioni per garantire la trasparenza e l’accesso civico semplice e generalizzato.
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3. Sezione Organizzazione e Capitale Umano
Definisce le strategie di gestione del personale e si articola in tre sottosezioni:
- Struttura organizzativa: descrive il modello adottato e gli interventi programmati.
- Organizzazione del lavoro agile: stabilisce strategie e obiettivi in materia di lavoro flessibile, in coerenza con la Contrattazione Collettiva Nazionale. Prevede:list
- la garanzia di continuità dei servizi agli utenti;
- la rotazione del personale in lavoro agile, con prevalenza della prestazione in presenza;
- l’uso di piattaforme digitali o cloud sicure;
- piani per lo smaltimento di eventuali arretrati;
- la dotazione di strumenti tecnologici adeguati.
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- Piano triennale dei fabbisogni di personale: fotografa la consistenza del personale al 31 dicembre dell’anno precedente, suddiviso per inquadramento, e indica:list
- la capacità assunzionale;
- la programmazione delle cessazioni e la stima dei fabbisogni futuri;
- le strategie di copertura e formazione;
- eventuali situazioni di soprannumero;
- gli strumenti di reclutamento e valorizzazione delle risorse interne, comprese progressioni di carriera e riconoscimento delle esperienze professionali.
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4. Sezione Monitoraggio
Stabilisce strumenti, modalità e soggetti responsabili della verifica delle sezioni precedenti. In particolare:
- il monitoraggio di Valore Pubblico e Performance avviene secondo gli articoli 6 e 10, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 150/2009;
- il monitoraggio di Rischi corruttivi e trasparenza segue le linee guida dell’ANAC;
- per la sezione Organizzazione e Capitale Umano, la verifica di coerenza con gli obiettivi di performance è svolta su base triennale dall’OIV o dal Nucleo di Valutazione.
In sintesi, il PIAO ordinario rappresenta un documento unitario di programmazione, concepito per superare la dispersione degli strumenti attuali e favorire una gestione coordinata, finalizzata alla creazione di valore pubblico e al rinnovamento della Pubblica Amministrazione.
Chi approva il PIAO?
Il PIAO è approvato dall’organo di indirizzo politico dell’amministrazione, che negli enti locali corrisponde alla Giunta Comunale. Tale organo ha la responsabilità di garantire una programmazione coerente delle attività, assicurando l’integrazione tra i diversi strumenti di pianificazione, il monitoraggio dei rischi corruttivi e la piena trasparenza amministrativa.
Processo di approvazione del PIAO:
- Predisposizione
Il documento è elaborato dal Segretario Comunale o, in alternativa, dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT).
- Adozione e approvazione
La Giunta Comunale adotta e approva formalmente il Piano, che definisce:list
- gli obiettivi programmatici,
- la gestione e valorizzazione del capitale umano,
- le misure di trasparenza,
- le azioni di prevenzione e contrasto della corruzione.
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- Pubblicazione
Una volta approvato, il PIAO è pubblicato sul sito istituzionale dell’ente e su quello del Dipartimento della Funzione Pubblica, garantendone la massima accessibilità.
Tempistiche di approvazione del PIAO
Il PIAO deve essere approvato entro trenta giorni dall’adozione del bilancio di previsione. Il termine ordinario per l’adozione del PIAO è fissato al 31 gennaio di ciascun anno. Qualora l’approvazione del bilancio venga differita, il termine per l’adozione del PIAO è automaticamente prorogato e lo stesso dovrà essere approvato entro trenta giorni dalla nuova data di approvazione del bilancio di previsione.
Sanzioni per mancata approvazione PIAO
La mancata adozione o approvazione del PIAO comporta l’applicazione di specifiche sanzioni.
In particolare, qualora il PIAO non venga predisposto o approvato, sono previste le seguenti conseguenze:
- Divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili della mancata adozione del Piano;
- Divieto di assumere o affidare incarichi di consulenza o collaborazione, indipendentemente dalla denominazione;
- Sanzione amministrativa pecuniaria per la mancata approvazione della programmazione anticorruzione, prevista dall’articolo 19, comma 5, lettera b), del D.L. 90/2014, con importi variabili da 1.000 a 10.000 euro.
Tutte le sanzioni sono applicate in conformità a quanto stabilito dall’articolo 10, comma 5, del D.Lgs. 150/2009.