Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione

01 Ottobre 2025
Stefania Bussi

Il PIAO, o Piano Integrato di Attività e Organizzazione, rappresenta una delle principali innovazioni introdotte nelle Pubbliche Amministrazioni italiane. Si configura come un vero e proprio “testo unico della programmazione”, capace di accorpare e sostituire i numerosi documenti che le amministrazioni erano tenute a predisporre annualmente. L’obiettivo è superare la frammentazione degli strumenti esistenti, offrendo una visione unitaria che guidi in modo coerente le scelte strategiche e operative delle PA.

Introdotto dal D.L. 80/2021, il PIAO mira a semplificare e razionalizzare la programmazione, riducendo la burocrazia e rendendo più trasparenti i processi decisionali. Grazie a questo strumento, la programmazione strategica, la gestione del personale, la formazione, le misure anticorruzione e la trasparenza diventano parti integrate di un unico quadro operativo. In questo modo, le amministrazioni possono definire obiettivi chiari e misurabili, coerenti con le risorse disponibili e con le priorità istituzionali.

Il PIAO favorisce una governance orientata ai risultati, migliora la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese e promuove la semplificazione e la reingegnerizzazione dei processi, configurandosi come un vero motore di cambiamento e di creazione di valore pubblico.

Il PIAO ha sostituito e unificato diversi piani precedentemente separati, tra cui il Piano dei Fabbisogni di Personale, il Piano delle Azioni Concrete, il Piano per la Razionalizzazione delle Dotazioni Strumentali, il Piano della Performance, il Piano di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile e il Piano di Azioni Positive, mentre restano esclusi i documenti di natura finanziaria. Questa unificazione permette di avere un quadro strategico e operativo unico, favorendo una gestione coordinata, integrata e orientata ai risultati.

Gli obiettivi del PIAO

Gli obiettivi principali del PIAO sono molteplici e strettamente interconnessi. Innanzitutto, il Piano mira a semplificare e integrare la programmazione, creando un testo unico che renda più coerenti le scelte dell’amministrazione. Si propone inoltre di generare valore pubblico, producendo benefici concreti e misurabili per cittadini, imprese e stakeholder, contribuendo a migliorare la qualità della vita e l’utilizzo delle risorse pubbliche.

Il PIAO promuove la qualità e la trasparenza dei servizi e dei processi, rendendoli più accessibili ed efficaci e incentivando la semplificazione anche attraverso strumenti digitali. Si occupa anche della gestione del capitale umano, pianificando formazione, sviluppo professionale e lavoro agile, valorizzando competenze interne e progressioni di carriera.

Infine, il Piano definisce azioni per prevenire la corruzione e garantire trasparenza, individuando i processi a rischio e predisponendo misure preventive, e promuove accessibilità e pari opportunità per tutti.

In base alla dimensione dell’ente, il PIAO può assumere due forme: il PIAO semplificato, destinato agli enti con meno di 50 dipendenti, e il PIAO ordinario, previsto per enti con più di 50 dipendenti.

Il PIAO semplificato

 Il PIAO semplificato, introdotto dal Decreto del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 132/2022, mantiene l’obiettivo di integrare i principali strumenti di programmazione e guidare lo sviluppo dell’amministrazione.

 Comprende le informazioni anagrafiche dell’ente, la sezione sul valore pubblico, la performance e l’anticorruzione, con la mappatura dei rischi corruttivi in modalità semplificata, e la sezione sull’organizzazione e il capitale umano, che include strategie per il lavoro agile e il piano triennale dei fabbisogni di personale. Sebbene non preveda una sezione formale di monitoraggio, la pianificazione della trasparenza e la mappatura dei rischi implicano comunque attività di verifica.

Il PIAO ordinario

Il PIAO ordinario rappresenta invece la versione completa del Piano, articolata in quattro sezioni principali.

La sezione anagrafica raccoglie i dati identificativi dell’ente, mentre la sezione centrale sul valore pubblico, performance e anticorruzione definisce gli obiettivi strategici, gli indicatori di performance e le misure di prevenzione dei rischi corruttivi, includendo azioni per garantire accessibilità, semplificazione dei processi e trasparenza.

La sezione dedicata all’organizzazione e al capitale umano descrive il modello organizzativo, le strategie per il lavoro agile e il piano triennale dei fabbisogni di personale, compresa la formazione e la valorizzazione delle risorse interne.

Infine, la sezione di monitoraggio stabilisce strumenti, modalità e responsabilità per la verifica delle azioni e dei risultati, secondo le linee guida del D.Lgs. 150/2009 e dell’ANAC.

Conclusioni

L’approvazione del PIAO spetta all’organo di indirizzo politico dell’amministrazione, che negli enti locali coincide con la Giunta Comunale. Questo organo ha il compito di assicurare una programmazione coerente e integrata, vigilando anche sulla trasparenza e sui rischi corruttivi. Il processo prevede la predisposizione del documento da parte del Segretario Comunale o del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, l’adozione e approvazione formale da parte della Giunta e la pubblicazione sul sito dell’ente e su quello del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Il PIAO deve essere approvato entro trenta giorni dall’adozione del bilancio di previsione, con termine ordinario fissato al 31 gennaio; in caso di ritardo nell’approvazione del bilancio, il termine del PIAO si proroga automaticamente di trenta giorni dalla nuova data di approvazione.

La mancata predisposizione o approvazione del PIAO comporta conseguenze precise: i dirigenti responsabili non possono ricevere la retribuzione di risultato, non è possibile assumere o affidare incarichi di consulenza o collaborazione, e sono previste sanzioni pecuniarie da 1.000 a 10.000 euro per la mancata approvazione della programmazione anticorruzione, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

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