A partire dal 1° gennaio 2026, entrerà in vigore il Nuovo Testo Unico IVA (T.U. IVA), un intervento di ampio respiro che segna una svolta per la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto in Italia.
Approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 14 luglio 2025, il T.U. IVA punta a razionalizzare un sistema normativo stratificato in oltre cinquant’anni di riforme, recependo al contempo le più recenti direttive europee e le innovazioni legate alla trasformazione digitale.
A partire dal 1° gennaio 2026, il sistema fiscale italiano compirà un passo decisivo verso la modernità con l’entrata in vigore del Nuovo Testo Unico IVA (T.U. IVA).
Approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 14 luglio 2025, questo provvedimento rappresenta una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia tributaria.
L’obiettivo è chiaro: semplificare e razionalizzare una normativa complessa e stratificata nel tempo, integrando le più recenti direttive europee e le evoluzioni introdotte dalla digitalizzazione dei processi fiscali.
In sostanza, il nuovo Testo Unico punta a creare un sistema più lineare, coerente e accessibile, capace di coniugare chiarezza normativa, tecnologia e trasparenza amministrativa.
Il nuovo T.U. IVA non nasce come semplice aggiornamento normativo, ma come un vero progetto di riorganizzazione strutturale.
Negli ultimi cinquant’anni, la disciplina IVA è stata oggetto di continue modifiche e sovrapposizioni: decreti, circolari e direttive spesso hanno generato un mosaico difficile da interpretare anche per gli addetti ai lavori.
La riforma accorpa e coordina in un unico corpo normativo – composto da 171 articoli suddivisi in 18 titoli – le disposizioni principali del D.P.R. 633/1972 e del D.L. 331/1993, abrogando definitivamente le norme obsolete.
Il risultato è un testo unico, coerente e allineato con la Direttiva IVA europea 2006/112/UE e con gli aggiornamenti della Direttiva 2022/542, che ha ridefinito le regole su aliquote e territorialità.
Un aspetto particolarmente innovativo è la raccolta sistematica delle norme interpretative: oltre 50 disposizioni che fino ad oggi erano sparse tra provvedimenti e circolari vengono ora riunite in un articolo del nuovo Testo Unico Iva.
Inoltre, il T.U. mantiene al proprio interno tutte le regole operative relative a fatturazione, registrazione, liquidazione e rimborso dell’imposta, garantendo un quadro completo e aggiornato.
Il nuovo impianto normativo non si limita a una razionalizzazione formale, ma introduce novità sostanziali che avranno un impatto concreto sulla gestione quotidiana dell’IVA.
Il Testo Unico consolida definitivamente la fatturazione elettronica, integrando anche le regole per gli appalti pubblici.
Viene inoltre rafforzato il sistema di trasmissione telematica dei corrispettivi, che alimenterà la dichiarazione IVA precompilata, rendendo più semplice la gestione amministrativa per aziende e professionisti (non è ancora chiaro se il modello sarà disponibile per la Pubblica Amministrazione vista la peculiarità della gestione fiscale del settore).
Si tratta di un passo avanti decisivo verso un modello di fiscalità digitale, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alle operazioni transfrontaliere, con l’obiettivo di armonizzare le regole italiane al contesto europeo.
Viene eliminata la tradizionale bolla di accompagnamento come prova di esportazione: la validità dell’operazione sarà ora dimostrata tramite la procedura AES prevista dal Codice Doganale dell’Unione Europea.
Inoltre, il Testo Unico riorganizza le norme relative alla territorialità dei servizi digitali, includendo quelli forniti in streaming, e introduce una disciplina più chiara per le vendite a distanza e per le operazioni facilitate dalle piattaforme online e marketplace.
Tra le misure più attese, l’aggiornamento dello split payment, che dal 1° luglio 2025 è tornato a non essere più applicato alle società quotate nell’indice FTSE MIB.
Il nuovo T.U. aggiorna le regole relative agli interventi edilizi, richiamando direttamente il Testo Unico dell’Edilizia e ridefinendo il perimetro delle aliquote ridotte.
Pur rappresentando un passo avanti significativo, il nuovo Testo Unico IVA lascia aperte alcune questioni applicative che richiederanno ulteriori chiarimenti da parte del legislatore.
Tra queste, la revisione complessiva delle aliquote ridotte, la semplificazione del meccanismo di detrazione IVA, e la definizione delle esenzioni per gli enti del Terzo Settore.
Su quest’ultimo punto, la bozza attuale limita alcune agevolazioni ai soli enti non commerciali, escludendo le imprese sociali, con possibili impatti sull’economia del non profit.
Il Nuovo Testo Unico IVA (T.U. IVA) ha ricevuto l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri il 14 luglio 2025, con il provvedimento identificato come Atto del Governo n. 293.
L’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2026, segnando un passo decisivo nel percorso di riorganizzazione e razionalizzazione della normativa fiscale italiana in materia di IVA.
Questa approvazione rappresenta uno dei momenti centrali dell’attuazione della delega per la riforma fiscale, con l’obiettivo di semplificare il quadro normativo, renderlo più coerente con il diritto dell’Unione Europea e facilitare l’applicazione pratica dell’imposta per imprese e professionisti.
Il Nuovo Testo Unico IVA (Atto del Governo n. 293) nasce con una finalità chiara: riordinare e semplificare la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto, oggi frammentata in una molteplicità di norme e decreti stratificati nel tempo.
Di natura prevalentemente compilativa e razionalizzatrice, il provvedimento raccoglie in un unico corpo organico le principali disposizioni in materia di IVA, offrendo una visione sistematica e coerente dell’intera disciplina.
La nuova base normativa si articola in 171 articoli suddivisi in 18 titoli, e ha come obiettivo primario l’armonizzazione delle due principali fonti storiche della materia: il D.P.R. 633/1972, relativo alle operazioni nazionali, e il D.L. 331/1993, che disciplina le operazioni intraunionali.
In questo modo, il Testo Unico punta a garantire maggiore chiarezza giuridica, coerenza interpretativa e facilità di applicazione per operatori economici e professionisti del settore.
I Titoli del Testo Unico organizzano la materia IVA per settori omogenei, come segue:


Il testo unico è inoltre completato da quattro tabelle allegate:
Il primo e più evidente cambiamento rispetto al passato riguarda la struttura stessa della normativa IVA.
Mentre il D.P.R. 633/1972 disciplinava tradizionalmente le operazioni nazionali e il D.L. 331/1993 quelle intraunionali, il nuovo Testo Unico riunisce queste e altre disposizioni in un corpo unitario composto da 171 articoli suddivisi in 18 titoli.
Questa operazione produce diversi effetti concreti:
Con l’entrata in vigore del Nuovo Testo Unico IVA (T.U. IVA), prevista per il 1° gennaio 2026, sarà abrogato il D.P.R. 633/1972, insieme ad altre disposizioni ormai superate.
Si tratta di un passaggio di grande rilievo nel processo di riordino e modernizzazione della normativa fiscale italiana, che mira a rendere più chiaro, coerente e sistematico l’intero impianto dell’imposta sul valore aggiunto.
Il nuovo Testo Unico è un intervento di natura compilativa e razionalizzatrice, pensato per raccogliere in un solo corpus normativo tutte le regole che disciplinano l’IVA.
In particolare, il T.U. IVA accorpa e coordina le disposizioni contenute nel D.P.R. 633/1972, che regolava le operazioni nazionali, e nel D.L. 331/1993, relativo alle operazioni intraunionali, oltre a integrare altri provvedimenti connessi.
L’obiettivo è quello di eliminare la frammentazione che da anni caratterizza la disciplina IVA, offrendo un testo unico, aggiornato e di facile consultazione per imprese, professionisti e operatori fiscali.
L’abrogazione del D.P.R. 633/1972 discende direttamente dai criteri stabiliti nella Legge Delega per la riforma fiscale (L. 9 agosto 2023, n. 111).
Tale legge ha conferito al Governo il potere di riordinare e semplificare la normativa in materia tributaria, prevedendo espressamente l’abrogazione delle disposizioni incompatibili o non più attuali.
Il T.U. IVA rappresenta quindi la traduzione operativa di quel mandato legislativo, volto a rendere il sistema tributario più lineare e allineato al diritto europeo.
Le norme di coordinamento finale contenute nel Titolo XVIII, Capo I del T.U. IVA disciplinano in modo esplicito le abrogazioni dei testi normativi precedenti.
L’efficacia di tali abrogazioni sarà contestuale all’entrata in vigore del nuovo Testo Unico, fissata al 1° gennaio 2026.
Da quella data, dunque, il D.P.R. 633/1972 e le altre disposizioni superate cesseranno formalmente di esistere, sostituite da un unico corpo normativo composto da 171 articoli suddivisi in 18 titoli.
Pur abrogando i testi precedenti, il nuovo T.U. IVA mantiene la sostanza delle regole fondamentali che disciplinano l’imposta.
Restano quindi all’interno del nuovo testo le disposizioni relative a:
Al contrario, alcuni ambiti – in particolare quelli relativi all’accertamento e ai controlli fiscali – non sono stati inseriti nel Testo Unico IVA.
Questi profili saranno probabilmente oggetto di discipline settoriali specifiche, in linea con il principio di organizzare la normativa tributaria per materie omogenee.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.