Nei precedenti articoli abbiamo introdotto i principali strumenti di programmazione negli enti locali per un corretto controllo di gestione, analizzando in particolare le Variazioni di Bilancio ed il Rendiconto di Gestione.
Di seguito si riporta l’elenco degli strumenti di programmazione negli enti locali:
L’articolo di oggi approfondirà le tematiche relative alle Variazioni di Bilancio ed il Rendiconto di Gestione, al fine di poter comprendere meglio questi strumenti di programmazione atti ad un corretto controllo di gestione per gli enti locali.
Le Variazioni di Bilancio negli enti locali si riferiscono ai cambiamenti apportati al Bilancio di Previsione di un ente locale durante l'esercizio finanziario. Queste variazioni sono necessarie per adattare il Bilancio alle esigenze emergenti o alle modifiche nelle risorse finanziarie disponibili.
I riferimenti normativi che regolano le Variazioni di Bilancio negli enti locali sono:
Le Variazioni di Bilancio negli enti locali si riferiscono ai cambiamenti apportati al Bilancio di Previsione di un ente locale durante l'esercizio finanziario. Queste variazioni sono necessarie per adattare il Bilancio alle esigenze emergenti o alle modifiche nelle risorse finanziarie disponibili.
Le Variazioni di Bilancio possono essere di diversi tipi, tra cui:
Le Variazioni di Bilancio negli enti locali possono essere effettuate durante l'esercizio finanziario.
Le tempistiche e le procedure per apportare le variazioni di Bilancio di Previsione possono essere:
Per apportare le Variazioni di Bilancio è richiesta l'approvazione degli organi decisionali competenti dell'ente locale, come il Consiglio Comunale.
Il rendiconto di gestione negli enti locali è un documento contabile che riassume l'attività finanziaria dell'ente locale durante l'esercizio finanziario. Esso fornisce una panoramica completa delle entrate, delle spese e degli investimenti realizzati, nonché della situazione economica e patrimoniale dell'ente.
Il rendiconto di gestione è fondamentale per valutare l'efficienza e l'efficacia della gestione finanziaria dell'ente locale, nonché per consentire un'adeguata rendicontazione e trasparenza verso i cittadini.
Fornisce informazioni sull'utilizzo delle risorse finanziarie, sull'andamento dell'indebitamento, sulla situazione patrimoniale e su altri aspetti finanziari rilevanti.
Il rendiconto negli enti locali è disciplinato dal Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000). Questo decreto legislativo stabilisce le procedure per la gestione finanziaria e contabile degli enti locali e fornisce le linee guida per la preparazione del rendiconto.
Il rendiconto della gestione è deliberato entro il 30 aprile dell'anno successivo dall'organo consiliare, tenuto motivatamente conto della relazione dell'organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità.
I principali allegati che compongono il rendiconto per gli enti locali sono:
In base alla normativa vigente, gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti possono elaborare la contabilità economico-patrimoniale in versione semplificata, ovvero possono produrre solo lo Stato Patrimoniale Attivo e Passivo e non il Conto Economico.
È necessario che prima dell’elaborazione del Rendiconto e della contabilità economico-patrimoniale, anche semplificata, vengano effettuati i riaccertamenti ordinari sui residui attivi e passivi dell’ente locale.
I residui derivano dalla formazione del Bilancio secondo il principio della competenza finanziaria, in virtù del quale al 31 dicembre - termine dell’esercizio finanziario - alcune entrate accertate possono non essere state ancora riscosse ed alcune spese impegnate non ancora pagate.
Nell'ambito del bilancio di cassa, che invece si riferisce a previsioni concernenti effettive entrate ed effettive uscite finanziarie, appare più appropriato parlare di minori entrate e di minori spese piuttosto che di residui attivi e passivi.
I residui si distinguono in:
Residui attivi: sono somme accertate ma non ancora riscosse entro il termine dell'esercizio.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.