Nel panorama attuale della programmazione economica e infrastrutturale, il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione rappresenta una delle principali leve finanziarie a disposizione delle pubbliche amministrazioni italiane. Il suo obiettivo prioritario è ridurre i divari economici, sociali e infrastrutturali tra le diverse aree del Paese, in particolare tra il Nord e il Sud, rafforzando la coesione territoriale e sostenendo progetti strategici di investimento pubblico.
Il ciclo di programmazione 2021–2027, da poco pienamente operativo, introduce importanti innovazioni sotto il profilo normativo, procedurale e tecnologico. Per gli enti locali, regionali e centrali, ciò si traduce nella necessità di adottare un approccio più strutturato, orientato alla trasparenza, all'efficienza e alla piena interoperabilità con i sistemi informativi nazionali.
Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione è lo strumento principale attraverso cui l’Italia persegue gli obiettivi di riequilibrio territoriale, in sinergia con le politiche europee di coesione. Le risorse del fondo, infatti, sono destinate a finanziare interventi di natura infrastrutturale, ambientale, digitale, sociale e formativa, con particolare attenzione alle aree più svantaggiate del Paese.
La nuova programmazione 2021–2027 prevede un maggiore allineamento agli strumenti comunitari, attraverso criteri più rigorosi di selezione, monitoraggio e valutazione. Ogni progetto finanziato deve essere integrato nel Sistema Nazionale di Monitoraggio, tramite l’utilizzo del Protocollo Unico di Colloquio (PUC-RGS), che garantisce la tracciabilità completa di tutte le fasi progettuali.
Tra le priorità del FSC rientrano:
Per garantire un'efficace tracciabilità delle risorse e il controllo puntuale dell’attuazione dei progetti, è stato potenziato il sistema informativo ReGiS .
Questo sistema consente agli enti beneficiari di:
Il sistema ReGiS si integra con le principali banche dati pubbliche, tra cui BDAP, CUP, SIOPE+, ANAC e Agenzia delle Entrate, in un’ottica di interoperabilità e controllo dei flussi informativi. L’aggiornamento puntuale dei dati nel sistema è fondamentale per garantire l’erogazione delle risorse e prevenire il rischio di sospensione dei trasferimenti da parte della Ragioneria Generale dello Stato.
Il processo di attuazione del FSC, descritto nel Vademecum ufficiale, si articola in quattro fasi principali. Ciascuna fase comporta obblighi specifici e richiede una gestione puntuale delle informazioni.
1. Attivazione
L’ente titolare delle risorse individua i progetti da finanziare, definisce bandi e avvisi pubblici, e approva gli atti di programmazione. In questa fase vengono anche stabilite le modalità di selezione e i criteri di ammissibilità dei progetti.
2. Inizializzazione
Ogni progetto selezionato deve essere registrato nel sistema ReGiS, con:
Questa fase costituisce la base documentale per tutte le attività successive di monitoraggio e verifica.
3. Attuazione
Si entra nella fase operativa vera e propria: pubblicazione dei bandi, affidamento degli appalti, esecuzione dei lavori, spese ammissibili, avanzamento fisico e finanziario. Tutte le fasi devono essere tracciate nel sistema, con evidenza degli stati di avanzamento e dei pagamenti.
4. Conclusione
È la fase finale, che prevede la validazione dei risultati raggiunti, la chiusura degli obblighi di rendicontazione, e l’archiviazione dei dati nel rispetto delle specifiche tecniche previste dal PUC. Solo il completamento corretto di questa fase consente la rendicontazione definitiva e la conclusione amministrativa del progetto.
Le amministrazioni beneficiarie devono adempiere a una serie di obblighi precisi e inderogabili. Tra i principali:
Il mancato rispetto di tali obblighi può comportare l’interruzione dei flussi finanziari, la restituzione delle somme ricevute o l’avvio di procedimenti di responsabilità amministrativa.
Oltre all’aspetto strettamente finanziario, l’accesso ai fondi FSC rappresenta una vera e propria leva di innovazione organizzativa per le pubbliche amministrazioni. In un contesto in cui trasparenza, accountability e misurabilità delle performance sono sempre più centrali, l’adozione di strumenti come ReGiS e l’adeguamento alle nuove regole rappresentano un’opportunità per rafforzare la capacità amministrativa interna.
Ciò implica:
Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione non è solo uno strumento finanziario, ma un catalizzatore di cambiamento per la pubblica amministrazione. I nuovi standard introdotti nel ciclo 2021–2027 richiedono un salto di qualità nella gestione, nella programmazione e nella rendicontazione degli investimenti pubblici.
Per gli enti pubblici, saper cogliere questa sfida significa non solo accedere a risorse fondamentali per il territorio, ma anche potenziare il proprio ruolo strategico nella realizzazione delle politiche di sviluppo.
Investire oggi nella governance del FSC significa costruire una pubblica amministrazione più solida, trasparente, digitale e orientata ai risultati. Una PA capace di rispondere alle sfide complesse del presente, e di guidare la trasformazione del Paese verso un futuro più coeso e sostenibile.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.