Fiscale - Contributi allo sport. IVA o non IVA?

10 Agosto 2018
Studio Sigaudo

La circolare n. 18/E del 1° agosto 2018 dell’Agenzia delle Entrate ha risvolti interessanti anche per gli Enti Locali che concedono contributi alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive.

È bene ricordare che i contributi di cui sopra sono, generalmente, da considerarsi fuori campo Iva per carenza del requisito oggettivo ex art. 2, comma 3, lett. a), del Dpr. n. 633/72, ed eventualmente soggetti alla ritenuta Ires del 4% ai sensi dell’art. 28, comma 2, del Dpr. n. 600/.

Detti contributi sono rilevanti ai fini Iva solo nel caso in cui siano corrispettivi per prestazioni di servizi o cessioni di beni.

Si richiama infine la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E dell’11 maggio 2015, e in seconda battuta è utile anche visionare la circolare n. 34/E 2013, in cui è stato precisato che "applicazione dell’Iva ad una determinata operazione presuppone l’esistenza di un nesso di reciprocità fra le prestazioni (in senso lato) dedotte nel rapporto che lega le parti (pubbliche o private). Ove sussista il predetto nesso, la prestazione di denaro si qualifica come corrispettivo e l’operazione dovrà essere regolarmente assoggettata ad imposta. Diversamente, vale a dire in mancanza della funzione sinallagmatica tra gli importi erogati dalla parte pubblica o privata e la prestazione resa dalla controparte, le erogazioni di denaro si qualificano come contributi (rectius, mere movimentazioni di denaro) e, in quanto tali, saranno escluse dall’ambito di applicazione dell’imposta".

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