I limiti posti alla capacità di indebitamento degli Enti, con l’estensione del passivo da conteggiare a quello “prestato” a partecipate o controllate, a fatto sì che nuovi strumenti si affacciassero sul mondo della finanza locale.
Uno di questi è rappresentato dalla "lettere di patronage".
Questo documento altro non è che una raccomandazione finalizzata a rafforzare le garanzie del soggetto che si trova a dover chiedere la concessione di un nuovo finanziamento, o affidamento, oppure stia operando per il rinnovo degli spazi precedentemente concessi.
Gli attori di questa pratica sono:
- il soggetto dichiarante, denominato PATROCINANTE,
- il soggetto “raccomandato”, identificato come PATROCINATO
- l’istituto bancario o ente creditizio che deve concedere o rinnovare gli affidamenti/finanziamenti.
Si possono distinguere poi due tipi di operazione differenti:
- patronage debole: in questo caso il patrocinante fornisce informazioni finalizzate a rassicurare il terzo rispetto la solvibilità o la solidità economico-finanziaria del patrocinato,
- patronage forte: il patrocinante riveste un ruolo maggiormente attivo impegnandosi a garantire, se non la solvibilità degli impegni presi dal terzo, almeno le sue condizioni economiche e la capacità di soddisfacimento degli obblighi assunti.