Entro il 19 novembre gli Enti Locali possono presentare domanda per una nuova rinegoziazione dei contratti sottoscritti con la Cassa depositi e prestiti (Cdp).
Quali mutui possono essere ammessi alla rinegoziazione? I mutui ordinari di Comuni, Province e Città metropolitane, sia a tasso fisso sia a tasso variabile e flessibili con ammortamento interamente a proprio carico. Sono ammessi anche quei mutui già oggetto di operazioni di rinegoziazione in precedenza (eccettuata la rinegoziazione del primo semestre 2015). Tuttavia, è necessario che questi mutui presentino due requisiti specifici per poter essere presi in considerazione:
Restano, invece, esclusi dalla nuova ondata di rinegoziazione i mutui trasferiti al Mef, quelli intestati a enti morosi, in dissesto oppure sciolti per infiltrazione mafiosa, quelli concessi in base a leggi speciali.
È importante che la procedura si concluda nel più breve tempo possibile in modo da permettere agli enti di utilizzare i risparmi ottenuti dalla rinegoziazione per finanziare spesa corrente. Perché ciò sia fattibile, tuttavia, è necessario mettere gli enti in condizione di applicare i risparmi entro il 30 novembre, data limite per l’ultima variazione di bilancio. A tal fine, quindi, gli Enti devono:
Il periodo di ammortamento concesso dal nuovo piano di rinegoziazione ha un massimo di 25 anni; le nuove date di scadenza sono il 31/12/2025, il 31/12/2030, il 31/12/2035 e il 30/06/2040.
Ai seguenti link è possibile consultare le Circolari della Cdp in merito:
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.