La riforma contabile collegata al PNRR introduce un importante cambiamento nella rappresentazione del patrimonio culturale nei bilanci delle amministrazioni pubbliche. I beni culturali devono essere identificati, classificati e – quando possibile – valorizzati all’interno dello stato patrimoniale secondo i principi contabili ITAS. Per gli enti locali si apre una fase complessa che richiede attività di censimento, classificazione e valutazione economica dei beni culturali posseduti.
La riforma della contabilità pubblica collegata al PNRR (riforma 1.15) introduce un progressivo passaggio verso un sistema contabile basato sulla logica accrual, cioè sulla contabilità economico-patrimoniale.
Uno degli ambiti in cui questa trasformazione produce effetti significativi riguarda il patrimonio culturale delle amministrazioni pubbliche.
Storicamente molti beni culturali appartenenti allo Stato e agli enti territoriali – pur avendo un valore storico e identitario elevatissimo – risultavano:
Questo ha generato nel tempo un vuoto informativo nella rappresentazione patrimoniale delle amministrazioni.
La riforma accrual mira invece a integrare il patrimonio culturale nella contabilità economico-patrimoniale pubblica, migliorando la qualità informativa dei bilanci.
Il principio contabile ITAS 4, dedicato alle attività del patrimonio culturale, stabilisce che tali beni devono essere rilevati come immobilizzazioni materiali appartenenti al patrimonio pubblico.
Ai fini contabili, è necessario distinguere tra due categorie principali:
Rientrano nel demanio pubblico gli immobili di interesse storico, archeologico o artistico e le raccolte di musei, archivi, biblioteche e pinacoteche quando appartengono allo Stato o agli enti territoriali.
La disciplina deriva principalmente dall’articolo 822 del Codice civile.
Tra i soggetti titolari di beni culturali demaniali rientrano:
I beni culturali che non rientrano nel demanio pubblico sono invece classificati come patrimonio indisponibile.
Si tratta, ad esempio, di beni di interesse storico o artistico non appartenenti agli enti territoriali oppure di beni mobili che non costituiscono raccolte museali.
Uno degli aspetti più complessi introdotti dalla contabilità accrual riguarda la determinazione del valore contabile dei beni culturali.
Il principio ITAS 4 prevede diversi criteri di valutazione che possono essere utilizzati dalle amministrazioni:
Quest’ultimo rappresenta uno degli elementi più innovativi del nuovo modello contabile.
Il valore d’uso può essere determinato considerando i flussi economici generati dalla fruizione del bene culturale, tra cui:
La valutazione deve basarsi su presupposti verificabili e su proiezioni coerenti con i documenti di programmazione finanziaria dell’amministrazione.
Il principio contabile riconosce tuttavia che in molti casi non è possibile determinare un valore economico attendibile per alcuni beni culturali.
Quando nessun criterio di valutazione consente una stima affidabile:
Questa soluzione consente di mantenere una rappresentazione informativa del patrimonio culturale anche quando non è possibile attribuirgli un valore economico.
I beni culturali presentano alcune caratteristiche specifiche che li distinguono dalle altre immobilizzazioni materiali.
In particolare:
Il principio contabile prevede inoltre che nel patrimonio netto venga costituita una riserva indisponibile di importo pari al valore dei beni culturali iscritti nello stato patrimoniale.
L’introduzione della contabilità accrual comporta per gli enti locali una serie di attività operative che fino ad oggi erano spesso marginali.
In particolare sarà necessario:
Si tratta di un passaggio complesso, ma essenziale per rendere i bilanci pubblici più completi, trasparenti e coerenti con il reale patrimonio delle amministrazioni.
La riforma accrual introduce quindi non solo nuove regole contabili, ma anche una diversa prospettiva nella gestione del patrimonio pubblico: i beni culturali diventano parte integrante della rappresentazione economico-patrimoniale dello Stato e degli enti territoriali.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.
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