Fondo pluriennale vincolato e affidamenti sottosoglia: le novità della Legge di bilancio 2026

29 Aprile 2026
Marco Sigaudo

La Legge di bilancio 2026 interviene sul principio contabile applicato 4/2, modificando le condizioni di utilizzo del Fondo pluriennale vincolato per gli investimenti affidati sottosoglia.

Le nuove regole incidono direttamente sulla gestione delle risorse in assenza di impegno e rafforzano il ruolo della programmazione e delle verifiche dell’organo di revisione.

Il cambiamento non è formale, ma operativo, e richiede una lettura coordinata dei principi contabili.

Il contesto normativo di riferimento

La modifica introdotta dalla Legge di bilancio 2026 riguarda il paragrafo 5.4.9 del principio contabile applicato 4/2, allegato al Dlgs 118/2011.

Il nuovo testo disciplina la possibilità di mantenere nel Fondo pluriennale vincolato le risorse destinate a investimenti non ancora impegnate, in presenza di affidamenti sottosoglia di cui all’articolo 50 del Dlgs 36/2023.

Il riferimento espresso alla disciplina dei contratti sottosoglia chiarisce che la norma si applica a una platea ampia di interventi, inclusi gli affidamenti diretti, che nella prassi rappresentano una parte significativa degli investimenti comunali.

Le nuove condizioni per la permanenza delle risorse nel FPV

La riformulazione del paragrafo 5.4.9 consente di conservare le risorse nel FPV anche in assenza dell’impegno, ma solo al ricorrere di condizioni cumulative ben definite.

In particolare, è necessario che:

  • le entrate a copertura dell’investimento siano integralmente accertate;
  • sia stata completata la verifica del progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) e sia stato formalmente affidato l’incarico per la progettazione esecutiva.

In mancanza di tali presupposti, le risorse non possono restare vincolate nel FPV e devono confluire nel risultato di amministrazione.

Il rapporto con la regola dell’impegno immediato

La modifica non elimina la previsione contenuta nel paragrafo 5.3.14 del principio contabile, che richiama l’impegno immediato negli affidamenti diretti.

Tuttavia, introduce una distinzione rilevante: l’impegno immediato non rappresenta più l’unica modalità per mantenere le risorse nel FPV negli affidamenti sottosoglia.

Se ricorrono le condizioni previste dal nuovo paragrafo 5.4.9, l’ente può legittimamente conservare le risorse nel FPV anche senza l’assunzione dell’impegno, superando una lettura automatica delle regole precedenti. Questo richiede un’applicazione coordinata dei principi contabili e una valutazione puntuale della documentazione disponibile.

Programmazione e documentazione come presupposti essenziali

La possibilità di mantenere le risorse nel FPV presuppone una programmazione coerente e formalizzata.

L’intervento deve risultare:

  • inserito nel Dup;
  • coerente con gli strumenti di programmazione gestionale (Piao e Peg);
  • corredato da cronoprogrammi attendibili e documentazione progettuale adeguata.

La riforma non attenua il ruolo della programmazione, ma lo rafforza, rendendola condizione necessaria per l’utilizzo corretto del Fondo pluriennale vincolato.

Il ruolo dell’organo di revisione

Le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2026 incidono direttamente sull’attività di controllo dell’organo di revisione, chiamato a verificare:

  • la corretta qualificazione della spesa come investimento;
  • la riconducibilità dell’intervento alla disciplina dei contratti sottosoglia;
  • la presenza della verifica del PFTE e dell’affidamento della progettazione esecutiva;
  • la coerenza tra programmazione, atti di avvio e utilizzo del FPV.

Una distinzione non corretta tra interventi che soddisfano o meno i requisiti può determinare effetti distorsivi sul risultato di amministrazione e sugli equilibri di bilancio.

Effetti sulla gestione e sugli equilibri

Il nuovo assetto amplia le possibilità operative degli enti locali nella gestione degli investimenti sottosoglia, ma richiede maggiore attenzione tecnica nella fase di programmazione, progettazione e controllo.

Il Fondo pluriennale vincolato continua a svolgere la funzione di raccordo tra programmazione e gestione, ma la sua corretta applicazione dipende sempre più dalla qualità degli atti e dalla tracciabilità delle decisioni.

Le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026 non semplificano automaticamente la gestione del FPV.

Rendono invece più stringente la necessità di presidiare i presupposti contabili e documentali, per garantire una rappresentazione veritiera e attendibile degli investimenti e degli equilibri finanziari dell’ente.

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