La proroga al 28 febbraio 2026 per l’approvazione del bilancio di previsione consente agli Enti locali di integrare le novità della Legge di Bilancio 2026 nei propri documenti contabili. Ma richiede pianificazione, coordinamento e attenzione ai nuovi margini di flessibilità.
Il decreto ministeriale del 24 dicembre 2025 ha posticipato la scadenza per l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, accogliendo le richieste di ANCI e UPI. La misura, deliberata dalla Conferenza Stato-Città, riconosce la complessità delle nuove regole introdotte e concede ai Comuni un tempo prezioso per adattare i propri strumenti di programmazione economico-finanziaria. Questa estensione temporale non deve essere letta come una sospensione delle responsabilità, ma come un’occasione per costruire bilanci più coerenti, sostenibili e in linea con la realtà economica del 2026.
La Legge di Bilancio 2026 ridisegna diversi aspetti del quadro finanziario degli enti locali, introducendo nuovi strumenti di flessibilità e revisione della spesa. Le principali novità riguardano:
Definizione agevolata delle entrate
I Comuni potranno deliberare lo stralcio di interessi e sanzioni su crediti di difficile esigibilità. L’obiettivo è duplice: favorire la riscossione e ridurre il contenzioso. In termini pratici, ciò può significare un incremento delle entrate effettive e una maggiore liquidità nel breve periodo. Tuttavia, sarà necessario bilanciare l’impatto immediato con la sostenibilità delle entrate future e con l’equilibrio di cassa.
Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE)
Viene introdotta una modalità di calcolo più flessibile per gli enti che dimostrano miglioramenti nella capacità di riscossione. In questi casi, è possibile ridurre l’accantonamento al fondo, liberando risorse da destinare a servizi, investimenti e manutenzioni. È un incentivo concreto alla buona amministrazione e all’efficienza dei processi di riscossione.
Utilizzo dell’avanzo di amministrazione
La modifica all’art. 187 del TUEL rappresenta un’evoluzione importante: dopo la copertura dei debiti fuori bilancio e la salvaguardia degli equilibri, le amministrazioni potranno utilizzare l’avanzo in modo più flessibile, orientando le risorse verso priorità locali, sociali o infrastrutturali. Ciò offre ai Comuni margini per accelerare la spesa e sostenere interventi strategici per il territorio.
Fondo per l’armonizzazione dei trattamenti accessori
Un nuovo fondo da 500 milioni di euro viene istituito per ridurre il divario retributivo tra personale comunale e statale. Questo intervento riconosce l’importanza del capitale umano nella macchina amministrativa e mira a valorizzare il ruolo del personale degli enti locali, spesso sottoposto a forti pressioni operative.
Altre disposizioni rilevanti
Oltre a queste novità principali, il provvedimento prevede:
• la revisione delle aliquote dell’addizionale IRPEF comunale;
• maggiore flessibilità nell’utilizzo del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV);
• proroghe e aggiornamenti per il bilancio consolidato degli enti.
La proroga al 28 febbraio 2026 consente ai Comuni di:
• aggiornare i quadri previsionali secondo le nuove disposizioni;
• rivedere i piani finanziari e le tariffe dei tributi locali (IMU, TARI, addizionale IRPEF);
• adattare le strategie di utilizzo dell’avanzo e del FPV;
• riallineare le previsioni di spesa e investimento in coerenza con i nuovi vincoli normativi.
Ma la proroga rappresenta anche un momento di verifica del metodo. È l’occasione per adottare un approccio integrato alla programmazione, basato su dati analitici, simulazioni finanziarie e monitoraggio costante degli indicatori di equilibrio. La vera sfida per gli uffici finanziari non è solo rispettare la scadenza, ma costruire un bilancio capace di sostenere gli obiettivi di mandato.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.