La sentenza n. 2625/2015 della Corte di Cassazione ha ribadito che, in caso di consegna di un atto di notifica in busta chiusa, spetta ad Equitalia l’onere di “fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto, allorché risulti solo la cartolina di ricevimento ed il destinatario contesti il contenuto della busta medesima”; ciò viene reso necessario dal fatto che la raccomandata non offre certificazione né dell’integrità dell’atto consegnato né tantomeno della corrispondenza tra l’originale dell’atto e la copia notificata tramite posta.
Al fine di dirimere la questione sono state proposte alcune soluzioni:
All’atto pratico, tuttavia, sembra che il problema possa essere risolto unicamente dalla notifica delle cartelle di pagamento tramite PEC.
Fonte: Eutekne
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