Il consolidato inizia molti mesi prima della sua approvazione
La proroga del termine per l\'approvazione del bilancio consolidato al 31 ottobre non modifica il calendario delle attività preparatorie previsto dal principio contabile applicato.
Anzi.
È proprio nei mesi precedenti che si concentra il lavoro più delicato.
Tra le attività fondamentali rientra la riconciliazione dei crediti e dei debiti reciproci tra l\'Ente e tutti gli organismi che fanno parte del proprio sistema delle partecipazioni.
Solo attraverso questa verifica è possibile accertare che le partite finanziarie siano rappresentate in modo coerente nei bilanci dei diversi soggetti.
Se questa fase viene affrontata con superficialità, il consolidato rischia di poggiare su dati non perfettamente allineati, compromettendo la qualità dell\'intero documento.
Un errore interpretativo ancora molto diffuso
La deliberazione prende le mosse da una prassi che continua a essere presente in numerosi Enti locali.
L\'amministrazione aveva richiesto l\'asseverazione esclusivamente agli organismi inseriti nel perimetro di consolidamento.
Il ragionamento appariva, almeno in apparenza, logico.
Se un organismo non viene consolidato, sembrerebbe inutile procedere alla riconciliazione dei rapporti reciproci.
La Corte dei conti smentisce con decisione questa impostazione.
L\'articolo 11, comma 6, lettera j), del D.Lgs. 118/2011 non collega infatti l\'obbligo di asseverazione al perimetro di consolidamento.
La norma fa riferimento, più ampiamente, agli organismi partecipati.
Ciò significa che l\'obbligo riguarda tutte le partecipazioni detenute dall\'Ente, indipendentemente:
- dalla percentuale posseduta;
- dal metodo di consolidamento applicabile;
- dall\'inclusione o meno nel Gruppo Amministrazione Pubblica consolidato.
È un chiarimento che modifica concretamente il modo in cui molti Enti dovranno organizzare questa attività.
La vera funzione dell\'asseverazione è garantire la simmetria dei conti
Per comprendere la posizione della Corte è necessario soffermarsi sulla finalità dell\'adempimento.
L\'asseverazione non nasce per consentire materialmente la redazione del bilancio consolidato.
Nasce per verificare la coerenza delle scritture contabili tra soggetti che intrattengono rapporti finanziari reciproci.
Ogni credito iscritto nel bilancio del Comune dovrebbe trovare una corrispondente esposizione debitoria nel bilancio della partecipata.
E viceversa.
Quando questa corrispondenza manca, possono emergere situazioni molto diverse tra loro:
- errori di contabilizzazione;
- registrazioni effettuate in esercizi differenti;
- partite non ancora riconosciute;
- contestazioni aperte;
- disallineamenti che incidono sulla rappresentazione della situazione finanziaria.
La riconciliazione consente quindi di individuare tempestivamente queste anomalie e di comprenderne le cause prima che producano effetti sul bilancio.
La Corte richiama anche i principi costituzionali
Uno degli aspetti più interessanti della deliberazione consiste nel collegamento con la giurisprudenza della Corte costituzionale.
Secondo i giudici costituzionali, la riconciliazione delle partite creditorie e debitorie costituisce uno strumento essenziale per garantire alcuni dei principi fondamentali della contabilità pubblica.
Tra questi assumono particolare rilievo:
- la veridicità del bilancio;
- l\'attendibilità delle informazioni contabili;
- l\'integrità delle scritture finanziarie;
- la trasparenza dei rapporti infragruppo.
Il bilancio pubblico deve offrire una rappresentazione coerente della realtà.
Se uno stesso rapporto viene rappresentato in modo differente nei bilanci dei soggetti coinvolti, viene meno proprio quella simmetria informativa che costituisce uno dei presupposti della corretta rappresentazione contabile.
Il consolidato è soltanto l\'effetto finale di un controllo molto più ampio
La pronuncia invita anche a superare un equivoco molto diffuso.
Si tende infatti a pensare che la riconciliazione sia funzionale esclusivamente al consolidato.
La Corte ribalta completamente questa prospettiva.
Il consolidato rappresenta soltanto una delle conseguenze dell\'attività di asseverazione.
La vera finalità consiste nel rafforzare l\'affidabilità complessiva del sistema contabile dell\'Ente.
Anche quando una partecipata non entra nel consolidato, permane infatti l\'esigenza di verificare che i rapporti finanziari reciproci risultino correttamente rappresentati.
L\'adempimento, quindi, mantiene piena utilità anche al di fuori del consolidato.
Un presidio fondamentale del sistema dei controlli interni
La deliberazione attribuisce all\'asseverazione un ruolo che va ben oltre la semplice contabilità.
Essa costituisce infatti uno dei principali strumenti del sistema dei controlli interni.
Attraverso la riconciliazione l\'Ente può individuare tempestivamente:
- errori nelle registrazioni;
- partite ancora aperte;
- differenze non giustificate;
- anomalie gestionali;
- possibili riflessi sugli equilibri di bilancio.
La funzione preventiva diventa quindi centrale.
L\'asseverazione non serve soltanto a certificare una situazione esistente.
Serve soprattutto a intercettare tempestivamente criticità che, se non affrontate, potrebbero incidere sulla qualità del bilancio.
L\'importanza dell\'organo che rilascia l\'asseverazione
La Corte dedica particolare attenzione anche ai soggetti chiamati a rilasciare l\'asseverazione.
Non è sufficiente acquisire una semplice dichiarazione proveniente dall\'organo amministrativo della partecipata.
La verifica deve essere effettuata dagli organi di controllo competenti, ai quali la normativa attribuisce una funzione di garanzia sull\'attendibilità delle informazioni.
Quando il documento proviene da soggetti diversi, la Corte individua un possibile indice di debolezza del sistema dei controlli interni.
Non si tratta di una questione puramente formale.
L\'affidabilità dell\'intera riconciliazione dipende anche dalla credibilità del soggetto che la certifica.
Un\'attività che dovrebbe accompagnare tutta la gestione
Nella pratica amministrativa molte differenze tra Ente e partecipate emergono soltanto durante la predisposizione del consolidato.
A quel punto, però, il tempo disponibile per ricostruire le cause dei disallineamenti è spesso limitato.
Per questo motivo la Corte richiama indirettamente l\'opportunità di adottare un diverso modello organizzativo.
La riconciliazione dovrebbe diventare un\'attività continua.
Monitorare periodicamente i rapporti finanziari consente infatti di:
- individuare tempestivamente le differenze;
- chiarirne le cause;
- aggiornare le rispettive scritture;
- prevenire anomalie future;
- arrivare alla fase del consolidato con dati già verificati.
Il consolidato rappresenterebbe così il momento conclusivo di un\'attività svolta durante tutto l\'anno e non l\'occasione nella quale iniziare le verifiche.
Una cultura della qualità contabile
La deliberazione della Corte dei conti suggerisce una riflessione che va oltre il singolo adempimento.
La qualità del bilancio non dipende esclusivamente dalla correttezza delle registrazioni effettuate dall\'Ente.
Dipende dalla capacità dell\'intero sistema di controlli di garantire informazioni coerenti, attendibili e verificabili.
La riconciliazione dei rapporti con gli organismi partecipati costituisce uno dei principali strumenti attraverso cui questo obiettivo può essere perseguito.
Non rappresenta quindi un documento da acquisire soltanto per rispettare un obbligo normativo.
È un presidio permanente della qualità contabile dell\'Ente.
Conclusioni
Con la deliberazione n. 42/2026/PRSE la Corte dei conti Emilia-Romagna chiarisce definitivamente che l\'asseverazione dei crediti e dei debiti reciproci prevista dall\'articolo 11, comma 6, lettera j), del D.Lgs. 118/2011 riguarda tutti gli organismi partecipati e non soltanto quelli inclusi nel perimetro di consolidamento.
La riconciliazione delle partite reciproche non costituisce un semplice passaggio preparatorio alla redazione del bilancio consolidato.
È uno strumento di controllo che garantisce la simmetria delle informazioni contabili, rafforza la trasparenza dei rapporti finanziari e contribuisce in modo decisivo alla veridicità del bilancio dell\'Ente.
Per gli Enti locali il messaggio della Corte è particolarmente significativo.
L\'asseverazione non dovrebbe essere affrontata come un\'attività concentrata nelle settimane precedenti il consolidato.
Dovrebbe diventare parte integrante del sistema dei controlli interni, accompagnando costantemente la gestione dei rapporti con gli organismi partecipati.
Perché un bilancio consolidato realmente attendibile non nasce nel momento in cui viene redatto.
Nasce dalla capacità dell\'Ente di verificare, durante tutto l\'anno, che ogni credito e ogni debito raccontino la stessa identica realtà contabile per tutti i soggetti coinvolti.