La conclusione del PNRR non chiude il percorso amministrativo
Negli ultimi anni l'attenzione si è concentrata sulla gestione operativa degli interventi.
Affidamenti.
Cronoprogrammi.
Monitoraggio.
Rendicontazioni.
Scadenze.
Con il progressivo completamento delle opere cambia però la prospettiva.
La conclusione materiale dell'intervento non coincide automaticamente con la definitiva acquisizione del finanziamento.
Occorre infatti che tutte le verifiche amministrative, tecniche e contabili previste dalla disciplina del PNRR abbiano esito positivo.
È proprio questa fase finale che richiede oggi il massimo livello di attenzione.
Le principali cause di revoca
Le ipotesi che possono determinare la perdita del contributo sono diverse.
Tra le più ricorrenti rientrano:
- spese dichiarate non ammissibili;
- mancato rispetto dei cronoprogrammi;
- inosservanza degli obblighi previsti dal finanziamento;
- irregolarità procedurali;
- mancato raggiungimento delle milestone e dei target.
In tutte queste situazioni il contributo può essere revocato integralmente oppure soltanto in parte.
Ed è proprio da quel momento che iniziano le conseguenze contabili per l'Ente.
La revoca non genera un debito fuori bilancio
Uno degli aspetti più importanti riguarda la qualificazione contabile della revoca.
Potrebbe sembrare naturale ritenere che la perdita del finanziamento determini automaticamente un debito fuori bilancio.
La disciplina contabile consolidata conduce invece a una conclusione diversa.
La revoca del contributo non genera un debito fuori bilancio.
L'Ente è chiamato piuttosto a prendere atto che una determinata entrata, precedentemente accertata, non sarà più riscossa.
Occorre quindi dichiararne l'insussistenza e ridefinire gli equilibri complessivi del bilancio.
Il problema non è la nascita di un nuovo debito.
Il problema è individuare nuove risorse capaci di finanziare:
- le spese già sostenute;
- gli impegni ancora da eseguire;
- le obbligazioni giuridiche già assunte.
È questo il vero effetto della revoca.
La salvaguardia degli equilibri diventa il momento decisivo
In questo scenario la deliberazione prevista dall'art. 193 del TUEL assume un significato ancora più rilevante.
La verifica degli equilibri non può limitarsi alla consueta analisi dei saldi di bilancio.
Deve comprendere anche una valutazione puntuale dello stato degli interventi PNRR.
Ogni Ente dovrebbe verificare:
- lo stato di avanzamento dei singoli progetti;
- la permanenza dei requisiti necessari per mantenere il finanziamento;
- l'eventuale presenza di criticità ancora aperte;
- il rischio concreto di possibili revoche.
Solo attraverso questa analisi è possibile comprendere se gli equilibri programmati continuino ad essere realmente sostenibili.
Non basta verificare le entrate
La perdita di un contributo non incide esclusivamente sul lato delle entrate.
Le conseguenze si estendono all'intero equilibrio del bilancio.
Occorre infatti verificare:
- gli impegni già assunti;
- il cronoprogramma degli investimenti;
- le obbligazioni ancora da eseguire;
- la disponibilità dell'avanzo di amministrazione;
- l'eventuale necessità di riprogrammare altri investimenti.
La ricerca di nuove coperture richiede quindi una valutazione complessiva della gestione finanziaria dell'Ente.
Anche la gestione della cassa richiede particolare attenzione
Accanto agli equilibri di competenza assume rilievo anche la gestione della liquidità.
Molti interventi PNRR prevedono anticipazioni, rendicontazioni e successivi rimborsi.
Eventuali ritardi nelle validazioni o nell'erogazione dei contributi possono generare tensioni di cassa anche in presenza di un bilancio formalmente equilibrato.
Per questo motivo il responsabile del servizio finanziario deve monitorare costantemente:
- lo stato delle rendicontazioni;
- i tempi di erogazione dei contributi;
- la disponibilità di cassa;
- l'eventuale necessità di adottare misure di gestione della liquidità.
La corretta gestione del PNRR passa anche attraverso questo controllo.
Il ruolo dell'organo di revisione
Anche l'organo di revisione è chiamato a svolgere un ruolo particolarmente significativo.
Nell'ambito della salvaguardia degli equilibri dovrebbe verificare:
- la corretta rappresentazione contabile delle entrate PNRR;
- gli effetti derivanti da eventuali revoche;
- la permanenza degli equilibri finanziari;
- la congruità delle coperture individuate dall'Ente.
Il parere previsto dall'art. 193 del TUEL assume quindi un valore che va ben oltre il semplice adempimento procedurale.
Diventa uno strumento di verifica della sostenibilità complessiva della gestione.
Un monitoraggio che deve proseguire fino alla chiusura definitiva
La conclusione del PNRR non coincide con la fine dei lavori.
Ogni intervento deve essere seguito fino alla completa chiusura amministrativa.
Occorre verificare costantemente:
- la correttezza delle rendicontazioni;
- l'esito dei controlli;
- la permanenza del finanziamento;
- l'eventuale presenza di rischi residui.
Solo un monitoraggio continuo consente di prevenire effetti negativi sugli equilibri del bilancio.
Una lezione che va oltre il PNRR
L'esperienza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza lascia un insegnamento destinato a valere anche per il futuro.
Ogni investimento finanziato con risorse esterne richiede un monitoraggio che accompagni l'intero ciclo di vita del progetto.
L'assegnazione del contributo rappresenta soltanto l'inizio del percorso.
La sostenibilità finanziaria dell'intervento dipende dalla corretta gestione amministrativa, contabile e documentale fino alla definitiva chiusura del procedimento.
È questa integrazione tra gestione tecnica e gestione finanziaria uno degli insegnamenti più importanti lasciati dal PNRR.
Conclusioni
Con la conclusione della fase attuativa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, gli Enti locali affrontano una delle fasi più delicate sotto il profilo contabile.
Le eventuali revoche dei contributi non incidono soltanto sul singolo intervento, ma possono compromettere gli equilibri complessivi del bilancio, imponendo la revisione delle entrate accertate e la ricerca di nuove fonti di copertura.
In questo contesto, la salvaguardia degli equilibri prevista dall'art. 193 del TUEL diventa il vero banco di prova della capacità dell'Ente di governare la fase finale del PNRR.
Perché il successo di un investimento non si misura soltanto con la conclusione dei lavori.
Si misura anche con la capacità di conservarne il finanziamento, rappresentarlo correttamente in bilancio e mantenerne sostenibili gli effetti finanziari nel tempo.