Accrual nella Pubblica Amministrazione: la fase pilota come banco di prova organizzativo

04 Marzo 2026
Marco Sigaudo


La fase pilota Accrual non è un’anticipazione simbolica della riforma contabile, ma un test concreto della capacità organizzativa degli enti.

Pur priva di effetti giuridici immediati, la sperimentazione mette in evidenza criticità strutturali, qualità dei dati e tenuta dei processi interni.

Il suo valore non sta nel risultato contabile, ma nelle evidenze che produce.

Accrual: non solo un cambio di contabilità

Il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale non coincide con una semplice modifica dei criteri di registrazione. Accrual introduce un diverso modo di leggere l’azione amministrativa, fondato sugli eventi economici e patrimoniali e non solo sui flussi finanziari.

La fase pilota, prevista nell’ambito delle riforme PNRR, consente di applicare questa logica in via sperimentale, senza incidere sugli equilibri giuridici del bilancio. Proprio per questo non va interpretata come una simulazione neutra, ma come uno stress test organizzativo, capace di far emergere limiti e fragilità che nella gestione ordinaria restano spesso nascosti.

Le quattro attività della fase pilota La sperimentazione

Accrual si articola in quattro attività principali, che hanno un impatto ben più ampio della loro apparente dimensione tecnica:

  • Riclassificazione delle scritture
    Le registrazioni dell’esercizio vengono rilette secondo la logica della competenza economica. Questa operazione presuppone dati coerenti e strutturati e, nei fatti, mette in luce la qualità degli archivi contabili e la solidità delle informazioni disponibili.
  • Rivalutazione di attività e passività
    Beni, partecipazioni, debiti e fondi vengono analizzati in chiave economico-patrimoniale. È una fase che spesso evidenzia scostamenti significativi rispetto alle rappresentazioni consolidate, soprattutto sul fronte del patrimonio. 
  • Riorganizzazione dei processi
    Accrual richiede che l’evento economico sia individuato e tracciato nel momento in cui si verifica. Questo comporta la revisione dei processi interni, la chiarificazione delle responsabilità e una maggiore integrazione tra uffici.
  • Adeguamento dei sistemi informativi
    Senza strumenti informatici coerenti con la logica Accrual, la sperimentazione rischia di tradursi in elaborazioni manuali, con un aumento del carico di lavoro e del rischio di errore.

Queste attività mostrano come la fase pilota non sia un adempimento contabile isolato, ma un intervento che coinvolge l’intera organizzazione.

Il nodo delle competenze e delle risorse

Uno degli aspetti più critici messi in luce dalla sperimentazione riguarda le competenze. La contabilità Accrual richiede conoscenze trasversali che coinvolgono patrimonio, contratti, lavori pubblici, partecipazioni e personale.

La fase pilota evidenzia una distanza significativa tra il modello teorico della riforma e la dotazione effettiva di risorse professionali degli enti, soprattutto di dimensioni medio-piccole. In assenza di un rafforzamento strutturale, il rischio è che Accrual venga percepito come un carico aggiuntivo, sottratto al tempo necessario per la gestione ordinaria.

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