Le stazioni appaltanti rappresentano il fulcro del sistema degli appalti pubblici, svolgendo un ruolo essenziale nella gestione e nell'affidamento dei contratti pubblici.
Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, d.lgs. 36/2023, ha ridefinito i requisiti e le qualificazioni necessarie affinché una stazione appaltante possa operare nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza ed economicità.
Il riferimento normativo principale è il d.lgs. 36/2023 che dedica alla definizione e alla disciplina delle stazioni appaltanti gli artt. 62, 63 e 64 del Libro II, Parte III, Titolo I, in cui vengono analizzate le aggregazioni e le centralizzazioni delle committenze, la qualificazione delle stazioni appaltanti e i rapporti che possono intercorrere tra le stesse a livello europeo.
Inoltre, parte fondamentale della disciplina delle stazioni appaltanti è contenuta negli Allegati al codice dei contrati pubblici, in particolare all’Allegato I.1 art.1 dove troviamo la definizione di stazione appaltante e di centrale di committenza e all’Allegato II.4 composto da 13 articoli, in cui sono spiegati i requisiti e i livelli di qualificazione delle stesse.
La definizione di stazione appaltante è data dall’Allegato I.1, art. 1 comma 1 lett. a):
“1. Nel codice si intende per: a) «stazione appaltante», qualsiasi soggetto, pubblico o privato, che affida contratti di appalto di lavori, servizi e forniture e che è comunque tenuto, nella scelta del contraente, al rispetto del codice”
Quindi, la stazione appaltante è un ente pubblico o un soggetto di diritto privato che, nell’ambito della propria attività, è autorizzato a indire e gestire procedure di gara per l’affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
Le stazioni appaltanti possono essere:
A tal proposito, quando si parla di stazioni appaltanti viene in rilievo anche il concetto di Centrale di Committenza, la cui definizione è data alla lett. i) dell’art. 1 Allegato I.1:
“«centrale di committenza», una stazione appaltante o un ente concedente che fornisce attività di centralizzazione delle committenze in favore di altre stazioni appaltanti o enti concedenti e, se del caso, attività di supporto all'attività di committenza”.
Quindi, la Centrale di Committenza è un soggetto qualificato, generalmente un ente pubblico, che gestisce le procedure di gara per conto di più stazioni appaltanti, con l'obiettivo di centralizzare e ottimizzare gli acquisti di beni, servizi e lavori.
Infatti, le Centrali di Committenza possono svolgere, in favore delle stazioni appaltanti, una o più delle seguenti attività:
La qualificazione delle stazioni appaltanti è definita dal d.lgs. 36/2023, che ha introdotto significative modifiche al sistema di qualificazione stesso, stabilendo criteri più stringenti, ed è regolata dall'ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione. L’obiettivo è garantire che le amministrazioni pubbliche abbiano le competenze e le risorse necessarie per gestire le procedure di appalto in modo efficace e trasparente.
Dal 1° luglio 2023, la qualificazione è obbligatoria per le stazioni appaltanti che intendono gestire autonomamente procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici. Senza la qualificazione, le stazioni appaltanti non possono ottenere il Codice Identificativo Gara (CIG) necessario per l'avvio delle procedure di gara.
Infatti, l’art. 62 comma 2 d.lgs. 36/2023 afferma che “le stazioni appaltanti devono essere qualificate ai sensi dell'articolo 63 e dell'allegato II.4. […] l'ANAC non rilascia il codice identificativo di gara (CIG) alle stazioni appaltanti non qualificate”.
In linea generale, l’art. 2 comma 1 dell’Allegato II.4 afferma che “la qualificazione è necessaria per gli affidamenti di lavori di importo pari o superiore a 500 mila euro e per l'acquisizione di servizi e forniture d'importo pari o superiore alle soglie previste per gli affidamenti diretti. Non è necessaria la qualificazione per l'effettuazione di ordini a valere su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza e dai soggetti aggregatori”
Per ottenere la qualificazione, le stazioni appaltanti devono soddisfare criteri specifici, tra cui:
L'Autorità Nazionale Anticorruzione è responsabile dell'attribuzione dei livelli di qualificazione, basandosi sui requisiti autodichiarati dalle stesse stazioni appaltanti.
Il sistema di qualificazione prevede una stratificazione in livelli basata sulla tipologia e complessità degli appalti pubblici gestiti, affinché solo le amministrazioni con adeguate competenze e risorse possano gestire autonomamente procedure di appalto più complesse:
Per contro, il soggetto può gestire appalti pubblici fino a una soglia definita dall’ANAC e necessita di supporto per gare particolarmente complesse o strategiche.
Questo soggetto può, quindi, gestire autonomamente qualsiasi tipo di appalti pubblici, senza restrizioni e può agire come Centrale di Committenza per altre stazioni appaltanti meno qualificate.
Dal punto di vista legislativo, i livelli di qualificazione sono tre:
Ogni stazione appaltante può operare nelle procedure corrispondenti al livello di qualificazione posseduto e a quelli inferiori.
La disciplina vigente è stata integrata da ultimo dal d.lgs. n. 209 del 31 dicembre 2024, c.d. Correttivo al Codice dei Contratti Pubblici, che ha apportato significative modifiche al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti proprio per migliorare l'efficienza e la trasparenza nelle procedure di gestione degli appalti pubblici, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nonché l’obiettivo di ridurre il rischio di inefficienze e contenziosi.
Le principali modifiche introdotte sono le seguenti:
In conclusione, l’introduzione della qualificazione delle stazioni appaltanti mira a ridurre inefficienze e contenziosi, permettendo di selezionare le stazioni appaltanti più competenti per la gestione degli appalti pubblici, ma allo stesso tempo, soprattutto anche alla luce delle modifiche introdotte dal Correttivo, richiede alle amministrazioni un importante investimento in formazione e digitalizzazione. Inoltre, la transizione dovrà essere gestita in modo da non bloccare le gare in corso.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.