La scelta della modalità di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica deve essere coerente con le caratteristiche del servizio.
Non si tratta di una valutazione discrezionale dell’ente, ma di un requisito giuridico che incide sulla legittimità dell’affidamento e sulla sua tenuta nel tempo.
Il quadro delineato dal Dlgs 201/2022 e i recenti chiarimenti delle autorità competenti rafforzano questo principio, rendendo necessaria una motivazione puntuale e tecnicamente fondata.
L’articolo 14 del Dlgs 201/2022 disciplina le modalità di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, imponendo agli enti locali di motivare la scelta del modello gestionale adottato.
La norma non si limita a elencare le opzioni astrattamente disponibili, ma introduce un criterio sostanziale: la modalità di gestione deve essere adeguata alla natura del servizio.
Ne consegue che la scelta non può essere guidata da consuetudini organizzative, da esigenze di semplificazione interna o dalla disponibilità di strutture già esistenti, ma deve fondarsi su un’analisi oggettiva delle caratteristiche del servizio e della sua complessità gestionale.
I chiarimenti resi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato evidenziano una distinzione che assume rilievo decisivo nella scelta del modello di gestione.
I servizi a carattere industriale (servizi a rete) sono contraddistinti da:
Per questa tipologia di servizi, la gestione in economia o tramite azienda speciale risulta inadeguata, in quanto non idonea a garantire livelli sufficienti di efficienza, sostenibilità economica e qualità delle prestazioni.
I servizi non a rete, invece, presentano:
In tali casi, l’ordinamento ammette forme di gestione con diretto coinvolgimento dell’ente locale, anche attraverso azienda speciale o gestione in economia, purché la scelta sia coerente e adeguatamente motivata.
Dalla ricostruzione normativa e interpretativa emerge un principio chiaro: la coerenza tra servizio e modello gestionale non è un’opzione, ma un vincolo giuridico.
La motivazione della scelta deve dimostrare che il modello prescelto è in grado di assicurare, per quello specifico servizio, livelli adeguati di efficienza, qualità e sostenibilità nel tempo.
Una motivazione generica o fondata su criteri estranei alle caratteristiche del servizio espone l’ente a rilievi e contestazioni, incidendo sulla legittimità dell’affidamento e sulla sua stabilità.
Le indicazioni fornite dall’Autorità si inseriscono coerentemente nella ratio del riordino dei servizi pubblici locali operato dal Dlgs 201/2022, che mira a:
In questo contesto, il diretto coinvolgimento dell’organizzazione comunale nella gestione di servizi complessi e a elevata intensità industriale è considerato, in via generale, non coerente con gli obiettivi del legislatore.
La scelta della modalità di gestione incide direttamente su:
Per questo motivo, l’analisi delle caratteristiche del servizio deve precedere la scelta del modello gestionale e costituire il nucleo centrale della motivazione.
La modalità di gestione non può essere costruita “a valle” dell’organizzazione dell’ente, ma deve essere definita a partire dal servizio.
Un criterio tecnico da applicare in modo sistematico Il quadro normativo e interpretativo oggi disponibile rende evidente che la gestione dei servizi pubblici locali richiede scelte tecniche fondate, coerenti e verificabili. La coerenza tra servizio e modello di gestione rappresenta un criterio operativo che gli enti locali sono chiamati ad applicare in modo sistematico, per garantire la legittimità degli affidamenti e la sostenibilità delle gestioni nel tempo.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.
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