Modalità di gestione dei servizi pubblici locali: criteri di coerenza e profili di legittimità

06 Maggio 2026
Marco Sigaudo

La scelta della modalità di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica deve essere coerente con le caratteristiche del servizio.

Non si tratta di una valutazione discrezionale dell’ente, ma di un requisito giuridico che incide sulla legittimità dell’affidamento e sulla sua tenuta nel tempo.

Il quadro delineato dal Dlgs 201/2022 e i recenti chiarimenti delle autorità competenti rafforzano questo principio, rendendo necessaria una motivazione puntuale e tecnicamente fondata.

Il riferimento normativo: l’articolo 14 del Dlgs 201/2022

L’articolo 14 del Dlgs 201/2022 disciplina le modalità di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, imponendo agli enti locali di motivare la scelta del modello gestionale adottato.

La norma non si limita a elencare le opzioni astrattamente disponibili, ma introduce un criterio sostanziale: la modalità di gestione deve essere adeguata alla natura del servizio.

Ne consegue che la scelta non può essere guidata da consuetudini organizzative, da esigenze di semplificazione interna o dalla disponibilità di strutture già esistenti, ma deve fondarsi su un’analisi oggettiva delle caratteristiche del servizio e della sua complessità gestionale.

Servizi a rete e servizi non a rete: la distinzione rilevante

I chiarimenti resi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato evidenziano una distinzione che assume rilievo decisivo nella scelta del modello di gestione.

I servizi a carattere industriale (servizi a rete) sono contraddistinti da:

  • rilevanti investimenti infrastrutturali;
  • standard tecnici complessi e in continua evoluzione;
  • necessità di economie di scala e di un’organizzazione strutturata.

Per questa tipologia di servizi, la gestione in economia o tramite azienda speciale risulta inadeguata, in quanto non idonea a garantire livelli sufficienti di efficienza, sostenibilità economica e qualità delle prestazioni.

I servizi non a rete, invece, presentano: 

  • minore intensità infrastrutturale;
  • dimensioni operative più contenute;
  • una connessione più diretta con bisogni sociali e prestazioni alla persona.

In tali casi, l’ordinamento ammette forme di gestione con diretto coinvolgimento dell’ente locale, anche attraverso azienda speciale o gestione in economia, purché la scelta sia coerente e adeguatamente motivata.

La coerenza come requisito di legittimità

Dalla ricostruzione normativa e interpretativa emerge un principio chiaro: la coerenza tra servizio e modello gestionale non è un’opzione, ma un vincolo giuridico.

La motivazione della scelta deve dimostrare che il modello prescelto è in grado di assicurare, per quello specifico servizio, livelli adeguati di efficienza, qualità e sostenibilità nel tempo.

Una motivazione generica o fondata su criteri estranei alle caratteristiche del servizio espone l’ente a rilievi e contestazioni, incidendo sulla legittimità dell’affidamento e sulla sua stabilità.

Collegamento con il riordino dei servizi pubblici locali

Le indicazioni fornite dall’Autorità si inseriscono coerentemente nella ratio del riordino dei servizi pubblici locali operato dal Dlgs 201/2022, che mira a: 

  • superare modelli gestionali che hanno mostrato criticità strutturali;
  • migliorare la qualità delle prestazioni rese agli utenti;
  • ridurre l’impatto negativo di alcune gestioni sugli equilibri economico-finanziari degli enti locali.

In questo contesto, il diretto coinvolgimento dell’organizzazione comunale nella gestione di servizi complessi e a elevata intensità industriale è considerato, in via generale, non coerente con gli obiettivi del legislatore.

Implicazioni operative per gli enti locali

La scelta della modalità di gestione incide direttamente su: 

  • atti di affidamento e loro motivazione;
  • ricognizione dei servizi pubblici locali;
  • verifiche di legittimità e controlli successivi.

Per questo motivo, l’analisi delle caratteristiche del servizio deve precedere la scelta del modello gestionale e costituire il nucleo centrale della motivazione.

La modalità di gestione non può essere costruita “a valle” dell’organizzazione dell’ente, ma deve essere definita a partire dal servizio.

Un criterio tecnico da applicare in modo sistematico Il quadro normativo e interpretativo oggi disponibile rende evidente che la gestione dei servizi pubblici locali richiede scelte tecniche fondate, coerenti e verificabili. La coerenza tra servizio e modello di gestione rappresenta un criterio operativo che gli enti locali sono chiamati ad applicare in modo sistematico, per garantire la legittimità degli affidamenti e la sostenibilità delle gestioni nel tempo.

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