Il PEF è il cuore economico della concessione
Ogni concessione si fonda su un equilibrio economico-finanziario che deve essere in grado di sostenere l\'investimento per tutta la durata del rapporto.
Il Piano Economico-Finanziario rappresenta lo strumento attraverso il quale questo equilibrio viene dimostrato.
Al suo interno trovano spazio le previsioni sui costi dell\'investimento, i ricavi attesi, le modalità di finanziamento, i flussi di cassa e gli indicatori economici che consentono di valutare la sostenibilità dell\'iniziativa.
Non si tratta quindi di un semplice allegato tecnico.
Il PEF costituisce uno degli elementi fondamentali sui quali si fonda la decisione dell\'Amministrazione di affidare la concessione.
Qual è la funzione dell\'asseverazione
L\'obbligo di asseverazione nasce proprio per rafforzare l\'affidabilità del Piano.
Il soggetto asseveratore è chiamato a verificare la coerenza della struttura economico-finanziaria dell\'operazione e la ragionevolezza dell\'impostazione complessiva del Piano.
La verifica riguarda, in particolare, la relazione tra costi, ricavi e fonti di finanziamento, nonché la capacità del progetto di generare flussi finanziari compatibili con l\'equilibrio economico dell\'investimento.
L\'asseverazione rappresenta quindi una valutazione tecnica qualificata.
Ma il suo contenuto non può essere esteso oltre i limiti stabiliti dalla normativa.
L\'asseverazione non certifica ogni dato del Piano
È proprio questo il punto sul quale interviene il Consiglio di Stato.
Secondo la sentenza n. 4667/2026, l\'asseveratore non svolge un\'attività di verifica analitica di ogni singolo elemento fornito dall\'operatore economico.
La sua funzione consiste nel valutare la coerenza complessiva dell\'impostazione economico-finanziaria del progetto.
Non gli compete, invece, sostituirsi all\'Amministrazione nelle valutazioni che riguardano la credibilità delle ipotesi poste alla base del Piano o la convenienza dell\'operazione sotto il profilo dell\'interesse pubblico.
L\'asseverazione, quindi, non costituisce un \"bollino di conformità\" sull\'intero PEF.
È una verifica tecnica che mantiene un ambito ben definito.
Le valutazioni che spettano all\'Amministrazione
La presenza dell\'asseverazione non riduce le responsabilità dell\'Ente concedente.
L\'Amministrazione continua a essere chiamata a svolgere una propria istruttoria, verificando se il Piano sia effettivamente attendibile e compatibile con le finalità della concessione.
Ciò significa valutare la realisticità delle previsioni economiche, la sostenibilità delle ipotesi formulate dal concessionario, la coerenza dei ricavi attesi con il mercato di riferimento e, più in generale, la capacità dell\'operazione di soddisfare l\'interesse pubblico perseguito.
Si tratta di valutazioni che non possono essere delegate a un soggetto esterno.
Restano parte integrante della funzione amministrativa.
Il principio vale per tutte le concessioni
L\'indicazione del Consiglio di Stato assume una portata generale.
Ogni volta che una procedura concessoria richiede la predisposizione di un Piano Economico-Finanziario asseverato, occorre distinguere con chiarezza tra la verifica tecnica svolta dall\'asseveratore e il giudizio amministrativo che compete all\'Ente.
Confondere questi due livelli rischia di attribuire all\'asseverazione un valore che il legislatore non le riconosce.
L\'Amministrazione non può limitarsi a prendere atto della certificazione.
Deve utilizzare il PEF come uno strumento di supporto alle proprie valutazioni, mantenendo piena autonomia nel giudizio finale.
Un\'istruttoria solida tutela anche la fase esecutiva
Una corretta valutazione del Piano Economico-Finanziario non produce effetti soltanto nella fase di affidamento della concessione.
Incide anche sulla successiva gestione del rapporto.
Un PEF costruito su ipotesi poco realistiche o non adeguatamente valutate può infatti determinare, nel corso dell\'esecuzione, richieste di riequilibrio economico-finanziario, modifiche contrattuali o difficoltà nella gestione del servizio.
Per questo motivo la fase istruttoria assume un ruolo strategico.
Più approfondita è la verifica svolta dall\'Amministrazione, minore è il rischio che emergano criticità durante l\'esecuzione della concessione.
Un corretto equilibrio tra competenze tecniche e responsabilità amministrative
La sentenza richiama, in definitiva, un principio di carattere generale.
Le competenze tecniche degli asseveratori rappresentano un supporto prezioso per l\'attività amministrativa.
Non possono però sostituire le valutazioni discrezionali che spettano all\'Ente concedente.
Il procedimento concessorio richiede infatti l\'integrazione di competenze diverse.
Da un lato le verifiche specialistiche sulla struttura economico-finanziaria del Piano.
Dall\'altro le valutazioni amministrative sulla convenienza dell\'operazione, sulla tutela dell\'interesse pubblico e sulla sostenibilità complessiva dell\'intervento.
Solo mantenendo distinti questi livelli è possibile garantire decisioni solide e adeguatamente motivate.
Conclusione
La sentenza n. 4667/2026 del Consiglio di Stato chiarisce un principio destinato ad assumere rilievo in tutte le procedure di concessione.
L\'asseverazione del Piano Economico-Finanziario costituisce un passaggio fondamentale, ma non esaurisce le verifiche necessarie per valutare la sostenibilità dell\'operazione.
L\'Amministrazione conserva integralmente il compito di esaminare la credibilità delle ipotesi economiche, la coerenza delle previsioni contenute nel PEF e la rispondenza dell\'intervento all\'interesse pubblico.
Il Piano Economico-Finanziario rimane quindi uno strumento essenziale per supportare le decisioni. La responsabilità della decisione finale, però, continua a spettare esclusivamente all\'Ente concedente.