Pagamenti ai professionisti: dal 15 giugno cambia la verifica delle cartelle esattoriali

30 Giugno 2026
Marco Sigaudo

Dal 15 giugno 2026 cambia la disciplina della verifica prevista dall’art. 48-bis del DPR 602/1973 per i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni a professionisti e lavoratori autonomi. Grazie alle modifiche introdotte dal DL 38/2026, viene ripristinata la soglia di 5.000 euro, evitando l’estensione del controllo a tutti i compensi professionali. Gli Enti locali dovranno continuare a verificare la presenza di cartelle esattoriali superiori alla soglia prima di effettuare i pagamenti, integrando questo adempimento nel ciclo di liquidazione della spesa e nella gestione dei rapporti con i professionisti.

Introduzione

Dal 15 giugno 2026 le Pubbliche Amministrazioni dovranno prestare particolare attenzione ai pagamenti effettuati nei confronti di professionisti e lavoratori autonomi.

La novità riguarda il meccanismo previsto dall\'art. 48-bis del DPR 602/1973, che impone alle amministrazioni pubbliche di verificare preventivamente la presenza di eventuali debiti iscritti a ruolo prima di procedere al pagamento di somme superiori a una determinata soglia.

Si tratta di una disciplina già nota agli operatori pubblici, ma recentemente modificata dal legislatore per correggere alcune criticità emerse dopo l\'approvazione della Legge di Bilancio 2026.

Le modifiche incidono direttamente sulle procedure di liquidazione e pagamento e richiedono attenzione da parte degli uffici finanziari e di tutti i servizi coinvolti nel ciclo della spesa.

Come funziona il controllo previsto dall\'articolo 48-bis

La regola di base resta invariata.

Quando una Pubblica Amministrazione deve effettuare un pagamento superiore a 5.000 euro, è tenuta a verificare telematicamente se il beneficiario risulta inadempiente nei confronti dell\'Agenzia delle Entrate-Riscossione per importi complessivamente pari o superiori a 5.000 euro.

L\'obiettivo della norma è evitare che vengano erogate somme a soggetti che presentano debiti fiscali già affidati alla riscossione.

In presenza di un\'esposizione debitoria rilevante, l\'amministrazione non può procedere liberamente al pagamento.

La modifica introdotta nel 2026

La disciplina originariamente prevista dalla Legge di Bilancio 2026 aveva introdotto una novità particolarmente discussa.

Per i professionisti e i lavoratori autonomi era stata eliminata la soglia minima dei 5.000 euro, con la conseguenza che il controllo sarebbe dovuto scattare praticamente per qualsiasi pagamento.

Questa impostazione aveva generato numerose perplessità.

La norma introduceva infatti un trattamento differente rispetto agli altri soggetti economici, aumentando in modo significativo gli adempimenti a carico delle amministrazioni e dei professionisti.

Per questo motivo il legislatore è intervenuto nuovamente pochi mesi dopo.

Il ritorno della soglia dei 5.000 euro

Con l\'art. 2-ter del DL 38/2026, convertito nella Legge n. 88 del 2 maggio 2026, è stata ripristinata la soglia di tutela.

Dal 15 giugno 2026 il controllo preventivo continua quindi ad applicarsi ai professionisti, ma soltanto per pagamenti superiori a 5.000 euro e in presenza di cartelle esattoriali per importi almeno pari alla stessa soglia.

La modifica elimina la disparità di trattamento che si sarebbe creata con la disciplina originaria.

Cosa accade se emerge un debito

Quando la verifica produce esito positivo, l\'amministrazione non procede al pagamento integrale del compenso.

L\'importo corrispondente al debito viene destinato direttamente all\'Agente della Riscossione, mentre l\'eventuale differenza viene corrisposta al professionista.

Il meccanismo opera automaticamente e trasforma di fatto la Pubblica Amministrazione in un soggetto che collabora alla riscossione del credito erariale.

La finalità è garantire il recupero delle somme dovute all\'Erario prima che il pagamento venga effettuato al beneficiario.

Come si calcola la soglia

Un aspetto operativo particolarmente importante riguarda la determinazione dell\'importo da sottoporre a verifica.

La Ragioneria Generale dello Stato ha chiarito che il limite dei 5.000 euro deve essere valutato per ogni singolo pagamento.

Inoltre, il calcolo deve essere effettuato:

  • al netto delle ritenute fiscali;
  • al lordo dell\'IVA.

Si tratta di un elemento che gli uffici finanziari devono considerare attentamente nella gestione delle liquidazioni.

Conta la data del pagamento, non quella della fattura

La circolare richiama un chiarimento particolarmente utile fornito dal Ministero della Giustizia.

Ai fini dell\'applicazione della nuova disciplina, rileva la data in cui la Pubblica Amministrazione procede alla liquidazione della somma.

Non assumono invece rilievo:

  • la data di emissione della fattura;
  • la data di esecuzione della prestazione professionale;
  • la data di affidamento dell\'incarico.

Questo significa che anche prestazioni svolte prima del 15 giugno 2026 potrebbero essere soggette alla nuova disciplina se il pagamento viene effettuato successivamente a tale data.

Le conseguenze per gli Enti locali

Per gli Enti locali la novità si inserisce all\'interno del più ampio processo di controllo della spesa e di rispetto delle procedure di pagamento.

La verifica ex art. 48-bis diventa infatti un passaggio ulteriore da integrare nel procedimento di liquidazione.

L\'adempimento assume particolare rilievo in una fase storica in cui il legislatore sta rafforzando gli obblighi relativi ai tempi di pagamento e alla corretta gestione del ciclo passivo.

Per questo motivo è importante che gli uffici coinvolti siano adeguatamente informati sulle nuove regole.

Un controllo che non riguarda solo la ragioneria

Sebbene la verifica venga normalmente effettuata dagli uffici finanziari, gli effetti della disciplina interessano anche gli uffici che affidano incarichi professionali.

Conoscere il funzionamento del meccanismo consente infatti di gestire correttamente i rapporti con i professionisti e di fornire informazioni chiare sui possibili effetti delle verifiche effettuate in sede di pagamento.

Una corretta comunicazione riduce il rischio di contestazioni e contribuisce a rendere più fluido il procedimento amministrativo.

Conclusione

Dal 15 giugno 2026 le Pubbliche Amministrazioni continueranno a effettuare la verifica prevista dall\'art. 48-bis del DPR 602/1973 sui pagamenti superiori a 5.000 euro destinati a professionisti e lavoratori autonomi.

La novità più importante è rappresentata dal ripristino della soglia minima di 5.000 euro, che evita l\'applicazione generalizzata del controllo a qualsiasi compenso professionale.

Per gli Enti locali si tratta di un adempimento che si inserisce nel normale ciclo di liquidazione delle spese, ma che richiede attenzione operativa, soprattutto nella fase di verifica preventiva e nella corretta gestione dei rapporti con i beneficiari dei pagamenti.

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