Premessa
Il 31 agosto 2026 sono scaduti i termini per il completamento degli obiettivi. Ora i soggetti attuatori devono concentrarsi sulla rendicontazione e sulla sostenibilità degli investimenti nel medio-periodo.
Raggiungimento dei target, monitoraggio e rendicontazione
Il tempo per completare gli interventi del PNRR ufficialmente è ormai scaduto, anche se è prevedibile che vi sia una certa flessibilità per il completamento e la chiusura dei cantieri. Ricordiamo, infatti, che le linee guida recanti “Indicazioni per la conclusione degli interventi e la rendicontazione finale di target e milestones” predisposte dalla Struttura di Missione d’intesa la Ragioneria generale dello Stato hanno individuato quale evidence per il rispetto di milestones e target il certificato di ultimazione dei lavori ovvero quello di regolare esecuzione/fornitura, purché contenenti alcuni elementi minimi dalle stesse dettagliati.
Tale documentazione doveva essere caricata su Regis entro il 30 giugno, con possibilità, però, in determinati casi di sforare fino alla fine di agosto. Tale successiva dead line valeva, in particolare, anche per gli interventi ammessi a finanziamento a seguito di avvisi approvati nel 2024 e nel 2025, nonché per gli interventi per i quali sono state concesse proroghe dalle amministrazioni titolari. Le stesse linee guida hanno ammesso la possibilità di procedere con le lavorazioni residuali anche oltre la scadenza, per cui deve ritenersi che ciò valga anche rispetto al termine del 31 agosto.
Ci sarà più tempo anche per la chiusura amministrativo/finanziaria dei progetti, ovvero, in particolare, per la loro rendicontazione, anche se al momento non sono state fornite indicazioni precise e uniformi. Le linee guida non fanno cenno ai relativi tempi tuttavia il relativo iter è già stato tratteggiato in un precedente documento della stessa RGS, la cui lettura oggi risulta più chiara alla luce dei nuovi elementi forniti dalle linee guida, ossia la circolare n. 22/2025. Essa ha chiarito che non è strettamente necessario che tutte le spese siano state sostenute entro tali date, tranne il caso in cui l’indicatore di spesa rappresenti un obiettivo specifico da perseguire (quali il tasso di assorbimento del budget dell’investimento).
Si tratta di una precisazione importante, che consente di affermare che la rendicontazione possa essere completata anche nei prossimi mesi e, si ritiene, almeno fino al 31 dicembre (data entro la quale la Commissione dovrebbe regolare l’ultima rata). Sarebbe, però, importante avere qualche certezza in più da questo punto di vista, anche per evitare le solite rincorse dell’ultimo minuto. Ovviamente, si suggerisce di non indugiare troppo nel collaudare gli interventi e “spazzolare” i quadri economici, ivi comprese le somme da corrispondere a titolo di incentivo al personale.
Restano fermi anche gli obblighi di monitoraggio previsti dall’art. 1 del D.L. 19/2026. Tale norma impegna i soggetti attuatori a rendere disponibile sul sistema Regis, entro il decimo giorno di ogni mese, il cronoprogramma procedurale e finanziario aggiornato di ciascun intervento, unitamente al relativo stato di avanzamento finanziario e procedurale e l’attestazione dell’effettiva capacità di conseguimento dell’obiettivo del PNRR assegnato all’intervento, aggiornando Regis, qualora non vi si fosse già provveduto, fermo restando l’obbligo di caricamento del certificando di ultimazione dei lavori e delle attestazioni nei tempi e nelle modalità previste dalle linee guida.
La sostenibilità futura degli investimenti
Ora che i finanziamenti PNRR sono stati quai interamente spesi, occorre anche valutare se e come rendere le nuove opere sostenibili nel medio-lungo periodo. Si tratta di uno dei nodi più rilevanti da affrontare nella programmazione finanziaria di bilancio, in ossequio a quanto previsto nei bandi di finanziamento che ponevano espressamente tale condizione.
Ciononostante, da più parti, vengono posti interrogativi sulla tenuta nel tempo degli interventi finanziati. La sostenibilità, infatti, non può essere valutata esclusivamente nella fase di programmazione o di realizzazione fisica delle opere, ma deve essere estesa all’intero ciclo di vita dell’intervento pubblico. Ogni investimento porta con sè obblighi di spesa successivi legati alla gestione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché all’erogazione continuativa dei servizi connessi. Si tratta di componenti di costo spesso meno visibili nella fase iniziale, ma determinanti per la reale efficacia dell’investimento nel tempo.
In assenza di una piena integrazione tra decisioni di spesa in conto capitale e valutazioni sulla spesa corrente futura, il rischio è quello di disporre di infrastrutture formalmente completate ma solo parzialmente operative, sottoutilizzate o difficilmente sostenibili dagli enti responsabili della gestione. È quindi necessario un cambio di approccio: la dimensione gestionale non può essere considerata una fase successiva e separata rispetto alla progettazione, ma deve essere incorporata sin dall’inizio nei processi decisionali sugli investimenti. Ciò implica il superamento della tradizionale separazione tra investimento e gestione, pur nella dovuta distinzione contabile, e il rafforzamento di una visione unitaria della finanza pubblica, in cui la sostenibilità non è un vincolo ex post, ma un criterio strutturale di costruzione dei documenti di programmazione e di bilancio.
Operativamente, quindi, è necessario che nel bilancio tecnico siano puntualmente evidenziati gli oneri connessi alle nuove opere finanziate dal PNRR ed ormai collaudate o prossime al collaudo, unitamente alle relative coperture finanziarie.