Il decreto interministeriale del 4 marzo 2025 definisce i criteri e le modalità per la determinazione di un contributo aggiuntivo alla finanza pubblica a carico degli enti locali italiani per il periodo 2025-2029.
Questo contributo, previsto dall'articolo 1, comma 788 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025), si pone in attuazione dei vincoli economici e finanziari derivanti dalla nuova governance europea.
Gli enti interessati da questa misura sono i comuni, le province e le città metropolitane delle regioni a statuto ordinario, della Regione Siciliana e della Sardegna.
L'importo totale richiesto agli enti locali ammonta a 140 milioni di euro per il 2025, 290 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028 e 490 milioni di euro per il 2029.
Questo carico finanziario è ripartito in modo diverso tra le tipologie di enti: i comuni contribuiscono con 130 milioni nel 2025, 260 milioni dal 2026 al 2028 e 440 milioni nel 2029, mentre le province e città metropolitane versano 10 milioni nel 2025, 30 milioni dal 2026 al 2028 e 50 milioni nel 2029.
In totale, il contributo ammonta a 1,5 miliardi di euro nel periodo 2025-2029.
Non tutti gli enti locali rientrano nel perimetro di applicazione di questo contributo aggiuntivo. Sono infatti esclusi gli enti che si trovano in particolari condizioni finanziarie o che hanno aderito a specifici patti di risanamento. Secondo i dati al 1° gennaio 2025, le esclusioni riguardano:
I dati al 1° gennaio 2025 indicano l'esclusione di 105 comuni in dissesto finanziario, 266 comuni in procedura di riequilibrio finanziario e 123 comuni con OSL ancora attivo. Per province e città metropolitane, sono escluse 2 province in dissesto e 3 province in procedura di riequilibrio finanziario. Le liste degli enti esclusi sono state comunicate dal Ministero dell'Interno.
Di conseguenza, il contributo alla finanza pubblica per il periodo 2025-2029 interessa 6.832 comuni e 95 province e città metropolitane delle regioni a statuto ordinario, Sicilia e Sardegna.
Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno del 4 marzo 2025, è stato registrato alla Corte dei conti il 7 aprile 2025 al n. 495. Un comunicato relativo a tale decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2025. Il testo integrale del decreto, insieme agli allegati contenenti le note metodologiche (Allegato A per i comuni e Allegato B per province e città metropolitane) e le tabelle con gli importi assegnati (Allegato C per i comuni e Allegato D per province e città metropolitane), è stato pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (RGS). Questi allegati erano già stati anticipati con un comunicato sul sito RGS del 12 febbraio 2025.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato relativo al decreto ha fatto scattare il termine per l'adeguamento dei bilanci degli enti locali interessati.
Per determinare il contributo di ciascun ente locale, vengono utilizzati principalmente i dati estratti dai rendiconti di gestione trasmessi alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP).
Per i comuni, i dati considerati si riferiscono agli anni dal 2016 al 2023. Nello specifico, si utilizzano gli impegni di competenza dagli Schemi di Bilancio (SDB) e dai Dati Contabili Analitici (DCA), nonché gli accertamenti di competenza. Le componenti considerate includono:
Per le province e città metropolitane, la fonte dati principale è il rendiconto di gestione dell'anno 2023. Vengono utilizzati gli impegni di competenza da SDB e DCA, includendo:
Vengono applicati specifici correttivi e analisi di coerenza sui dati. La spesa impegnata nella missione 20 "Fondi e accantonamenti" viene detratta, essendo una mera posta contabile.
La determinazione del contributo per i comuni si basa su un indicatore chiave: la "spesa corrente netta". Il calcolo avviene in più passaggi:
Per le province e città metropolitane, la metodologia è simile, ma più diretta:
Secondo l'articolo 2 del decreto interministeriale del 4 marzo 2025, gli enti locali soggetti al contributo devono iscrivere un importo pari al contributo annuale nel proprio bilancio. Questo importo va accantonato nella Missione 20 "Fondi e accantonamenti", nella parte corrente, utilizzando il nuovo codice di bilancio di uscita U.1.10.01.07.001 "Fondo Obiettivi di Finanza Pubblica". L'istituzione di questo fondo deve essere finanziata tramite risorse di parte corrente, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio di parte corrente.
Per quanto riguarda il bilancio di previsione 2025-2027, l'iscrizione del fondo doveva avvenire entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato relativo al decreto del 4 marzo 2025. Poiché la pubblicazione è avvenuta il 22 aprile 2025, il termine per approvare l'apposita variazione di bilancio con atto del consiglio è stato fissato al 22 maggio 2025. Il codice U.1.10.01.07.001 è stato istituito con il decreto del 13 febbraio 2025 (18° decreto correttivo dell'armonizzazione contabile).
Alla fine di ciascun esercizio finanziario, il destino del fondo accantonato dipende dal risultato di amministrazione dell'ente:
Il decreto del 4 marzo 2025, richiamando le disposizioni della legge n. 207 del 2024, prevede la verifica del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. In caso di mancato rispetto di tali obiettivi in ciascun esercizio, o in caso di mancata trasmissione dei dati di consuntivo o preconsuntivo alla BDAP entro il 31 maggio dell'anno successivo, sono previste sanzioni a carico degli enti inadempienti.
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.