Come già esposto nell’articolo precedente, all’interno del controllo di gestione degli enti locali è necessario implementare le conoscenze di carattere extracontabile mediante gli indicatori.
Gli indicatori sono strumenti in grado di misurare l’andamento di un fenomeno che si ritiene rappresentativo per l’analisi e sono utilizzati per monitorare o valutare il grado di successo, oppure l’adeguatezza delle attività implementate.
Un indicatore per essere considerato valido, deve attenersi a determinati requisiti, quali:
Altri indicatori presi in esame dal controllo di gestione per gli enti locali sono i seguenti:
Gli indicatori di processo si riferiscono ad attività o prodotti/servizi intermedi realizzati dai servizi dell’ente locale per il risultato preposto.
Tali indicatori fanno riferimento a ciò che fa un servizio, settore, unità organizzativa o singolo dipendente, nell’ambito dell’attività di collaborazione nei confronti dell’organizzazione nel suo complesso per il raggiungimento dei propri obiettivi.
A tal proposito è necessario che sussista un collegamento di causa-effetto tra i processi e i risultati che l’amministrazione intende realizzare e che non venga data eccessiva enfasi a tali indicatori, specie se marginalmente connessi con gli indicatori di risultato.
Gli indicatori di risultato esprimono l’output, sia quantitativo che qualitativo, direttamente correlabile agli obiettivi finali dell’ente locale.
Tuttavia, non sempre è facilmente individuabile l’output finale del servizio in osservazione. Ciò si verifica per il servizio della polizia locale e per i servizi connessi con la programmazione urbanistica e per la segreteria del Sindaco.
Difatti malgrado tali servizi rendano appunto servizi alla collettività, l’output può non essere univocamente definibile.
In sostanza l’indicatore di risultato è orientato ai fini, mentre l’indicatore di processo guarda ai mezzi.
In caso di utilizzo di indicatori di processo proprio perché il riferimento all’output finale non è immediato le variazioni di essi non determinano affatto variazioni consequenziali dell’output finale.
Mentre gli indicatori di processo e di risultato sono particolarmente utili per il sistema del controllo di gestione, gli indicatori di outcome o di impatto sociale sono particolarmente significativi nell’ambito del sistema del controllo strategico.
Difatti l’indicatore di outcome o di impatto sociale rappresenta una misura che riflette l’impatto del lavoro prodotto dall’amministrazione nel suo complesso sulla collettività amministrata.
Esempi di indicatori di impatto sulla sostenibilità ambientale sono ad esempio dati dal numero di autovetture circolanti per 100 abitanti, dal consumo annuo pro capite di energia elettrica.
Di norma gli indicatori di outcome non fanno parte del ciclo di programmazione-gestione-rendicontazione.
Dovrà essere riposta particolare attenzione da parte dell’amministrazione locale nello scandagliare al massimo grado l’attività svolta nei confronti dei propri cittadini/utenti, tramite appropriati indicatori che siano in grado di evidenziare a consuntivo cosa ha fatto l’ente locale per la sua collettività amministrata.
L’articolo 18-bis del decreto legislativo n. 118 del 2011 prevede che le Regioni, gli enti locali e i loro enti ed organismi strumentali, adottino un sistema di indicatori semplici, denominato “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” misurabili e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni.
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Il Piano degli indicatori, parte integrante dei documenti di programmazione e di bilancio degli enti, è presentato dalle Regioni e dai loro enti ed organismi strumentali entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto. Gli enti locali ed i loro enti e organismi strumentali allegano il Piano degli indicatori al bilancio di previsione e al rendiconto della gestione.
Il Piano degli indicatori rileva per ogni ente locale tutte le criticità e le potenzialità della gestione delle entrate e delle spese, con una particolare attenzione alla gestione di cassa, (riscossioni e liquidazioni rispetto agli accertamenti e impegni stanziati), al fine di evidenziare il grado dell’efficienza e della virtuosità degli enti.
Gli indici estrapolati dal Piano degli Indicatori potranno inoltre essere esaminati dal ministero dell'Economia e delle finanze, anche per confrontare i diversi enti (per esempio controllare l'indice delle entrate correnti nei Comuni italiani). Gli indici presenti nel piano consentono di analizzare la gestione dell'ente locale, evidenziando i parametri di criticità specifici e consentendo anche di evidenziare in anticipo situazioni di potenziale pre-dissesto o dissesto.
In sintesi, il piano degli indicatori non è da considerarsi solamente un nuovo modello da allegare al bilancio, bensì uno strumento in grado di rilevare l'andamento contabile e gestionale dell'ente.
Il Piano degli indicatori deve essere compilato non solo dagli enti locali, ma anche dagli enti e dagli organismi della pubblica amministrazione.
Il piano misura diverse casistiche del bilancio, in particolare:
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.