Una passività che può diventare reale
La caratteristica principale di una fideiussione è quella di rappresentare un'obbligazione soltanto potenziale.
Nel momento in cui il Comune concede una garanzia, non sostiene alcun esborso finanziario.
L'impegno rimane infatti subordinato all'eventuale inadempimento del soggetto garantito.
Proprio questa caratteristica induce spesso a considerare le fideiussioni come elementi marginali della gestione finanziaria.
In realtà è una lettura fuorviante.
L'assenza di effetti immediati non elimina il rischio.
Lo rinvia nel tempo.
E quando il debitore principale non è più in grado di adempiere alle proprie obbligazioni, il Comune può essere chiamato a intervenire direttamente.
In quel momento la passività potenziale si trasforma in un debito effettivo.
Il rischio non dipende solo dall'importo
Nella valutazione delle garanzie fideiussorie l'importo rappresenta soltanto uno degli elementi da considerare.
Una fideiussione di valore contenuto può infatti risultare molto più rischiosa di una garanzia economicamente più rilevante, se il soggetto garantito presenta una situazione finanziaria fragile.
Per questo motivo il monitoraggio non può limitarsi alla verifica della permanenza della garanzia.
Occorre valutare nel tempo anche l'evoluzione delle condizioni economiche del soggetto garantito, l'andamento del rapporto sottostante e la concreta probabilità che l'ente possa essere chiamato ad adempiere.
Il rischio associato a una fideiussione non è statico.
Può modificarsi nel corso degli anni e richiede quindi una valutazione continua.
Il tempo cambia il profilo di rischio
Una garanzia concessa molti anni prima può presentare oggi caratteristiche profondamente diverse rispetto al momento in cui è stata rilasciata.
Possono essere mutate le condizioni economiche del debitore.
Può essere cambiato il contesto finanziario.
Possono essere intervenuti eventi che aumentano la probabilità di escussione della garanzia.
Per questo motivo la semplice iscrizione della fideiussione nei documenti contabili non è sufficiente.
L'ente deve verificare periodicamente se permangono le condizioni che avevano giustificato il rilascio della garanzia e se il livello di esposizione potenziale sia rimasto invariato.
Una valutazione effettuata soltanto al momento della concessione rischia infatti di perdere rapidamente la propria attendibilità.
Un elemento centrale nella gestione del rischio
Le osservazioni della Corte dei conti richiamano un principio più generale.
La gestione finanziaria di un ente non riguarda soltanto le obbligazioni già sorte.
Comprende anche tutte quelle situazioni che, pur essendo ancora potenziali, potrebbero trasformarsi in passività future.
Da questo punto di vista le fideiussioni rappresentano uno degli strumenti più significativi per misurare il livello di esposizione al rischio dell'ente.
Trascurarle significa sottovalutare una parte importante della situazione finanziaria complessiva.
Il collegamento con gli equilibri di bilancio
Le garanzie fideiussorie non incidono soltanto sulla rappresentazione del patrimonio.
Possono avere effetti diretti anche sugli equilibri di bilancio.
Qualora il Comune fosse chiamato a onorare la garanzia, dovrebbe infatti reperire le risorse necessarie per far fronte all'obbligazione.
La capacità di anticipare questo rischio diventa quindi un elemento fondamentale della sana gestione finanziaria.
È anche per questo motivo che la Corte richiama gli enti a una costante attività di monitoraggio.
La corretta rappresentazione delle passività potenziali contribuisce infatti a rendere più attendibili le valutazioni sulla sostenibilità degli equilibri finanziari.
Il ruolo dei controlli interni
Il tema si inserisce pienamente anche nel sistema dei controlli interni.
Le fideiussioni dovrebbero rientrare tra gli elementi oggetto di monitoraggio periodico da parte delle strutture competenti.
Non soltanto per verificarne la permanenza nei documenti contabili.
Ma soprattutto per aggiornare periodicamente la valutazione del rischio associato a ciascuna garanzia.
Un sistema di controlli efficace non si limita a registrare le operazioni.
Consente di individuare tempestivamente le situazioni che potrebbero evolvere in criticità finanziarie.
Una verifica che non dovrebbe essere episodica
L'analisi delle garanzie fideiussorie non dovrebbe essere concentrata esclusivamente in occasione della predisposizione del rendiconto o della salvaguardia degli equilibri.
Si tratta di verifiche che dovrebbero accompagnare l'intero esercizio finanziario.
L'evoluzione della situazione economica del soggetto garantito, l'eventuale modifica dei rapporti contrattuali e la presenza di segnali di difficoltà rappresentano tutti elementi che meritano un monitoraggio costante.
Solo una verifica continua consente all'ente di mantenere sotto controllo la propria esposizione potenziale.
Conclusione
Le garanzie fideiussorie concesse dagli Enti locali non rappresentano un semplice dato da riportare nei documenti di bilancio.
Sono passività potenziali che possono produrre effetti significativi sugli equilibri finanziari qualora il soggetto garantito diventi inadempiente.
Per questo motivo la loro gestione non può limitarsi alla fase della concessione.
Occorre monitorarne costantemente l'evoluzione, valutare periodicamente il rischio effettivo e verificare che la rappresentazione contabile continui a riflettere la reale esposizione dell'ente.
È proprio questa attenzione continua che consente di trasformare una semplice garanzia in uno strumento correttamente governato all'interno del sistema di controllo e gestione del rischio finanziario degli Enti locali.