Asseverazione dei debiti e crediti tra ente e partecipate: presupposto essenziale per equilibri di bilancio reali

18 Marzo 2026
Marco Sigaudo

La corretta determinazione degli equilibri di bilancio non dipende solo dai numeri iscritti nei documenti contabili, ma dalla loro coerenza e verificabilità.

Nel rapporto tra ente locale e società partecipate, l’asseverazione dei debiti e crediti reciproci rappresenta uno snodo imprescindibile per garantire trasparenza, attendibilità dei dati e solidità della governance finanziaria.

La giurisprudenza contabile ribadisce con forza che senza asseverazione gli equilibri rischiano di essere solo formali.

La finanza pubblica allargata e il principio di simmetria contabile

Nel perimetro della finanza pubblica allargata, ente territoriale e società partecipate non costituiscono compartimenti separati. I rapporti economico-finanziari che li legano incidono direttamente sulla veridicità dei rispettivi bilanci e sulla capacità dell’ente di programmare in modo sostenibile.

Il principio cardine è quello della rappresentazione simmetrica e speculare delle partite creditorie e debitorie: un credito iscritto nel bilancio dell’ente deve trovare corrispondenza come debito nel bilancio della partecipata, e viceversa.

Quando questa simmetria viene meno, il dato contabile perde affidabilità e l’equilibrio finanziario diventa apparente.

L’asseverazione come strumento di certezza giuridica

L’asseverazione dei rapporti di debito e credito, prevista dal Dlgs 118/2011, non è un adempimento meramente formale.

Si tratta di un’attestazione resa dagli organi di revisione, finalizzata a creare una certezza giuridicamente rilevante circa l’esistenza, l’ammontare e la coerenza delle poste contabili reciproche.

È importante distinguere la natura dell’asseverazione da quella del parere:

  • il parere esprime una valutazione che può essere motivatamente disattesa;
  • l’asseverazione accerta un fatto contabile e non può essere ignorata senza conseguenze.

In presenza di discordanze tra i dati dell’ente e quelli delle partecipate, l’ordinamento impone di intervenire tempestivamente per la riconciliazione delle partite, comunque entro il termine dell’esercizio finanziario in corso.

Le conseguenze della mancata asseverazione

La mancata o incompleta asseverazione dei debiti e crediti reciproci produce effetti che vanno ben oltre il profilo tecnico-contabile.

In primo luogo, compromette l’affidabilità del bilancio dell’ente. Le decisioni di spesa e di programmazione si fondano su dati che non rappresentano correttamente l’esposizione reale, con il rischio di generare squilibri latenti.

In secondo luogo, evidenzia una criticità di governance. Il mancato dialogo contabile tra ente e partecipate, soprattutto nei casi di società in house, è incompatibile con il principio del controllo analogo e con una gestione consapevole delle partecipazioni.

La giurisprudenza contabile richiama esplicitamente la necessità di valutare, in presenza di tali criticità, interventi di razionalizzazione delle partecipazioni e i profili di responsabilità connessi alla gestione dei rapporti finanziari.

Il ruolo degli organi di revisione e dei controlli societari

Un sistema di asseverazione efficace presuppone il pieno funzionamento degli organi di revisione, sia dell’ente locale sia delle società partecipate.

Le verifiche sui debiti e crediti reciproci rientrano nella categoria degli acclaramenti, ossia attività di acquisizione di conoscenza tecnica e amministrativa sui dati fattuali.

A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di rilievo: l’obbligo, per le società a responsabilità limitata partecipate da enti territoriali, di dotarsi di un organo di controllo o di un revisore, a prescindere dai limiti dimensionali previsti dal codice civile. L’assenza di tali presìdi indebolisce l’intero sistema di garanzie e rende più fragile la catena della responsabilità contabile.

Asseverazione ed equilibri di bilancio: un legame sostanziale

L’asseverazione dei debiti e crediti non serve solo a chiudere correttamente il rendiconto. È uno strumento di prevenzione, che consente di intercettare tempestivamente criticità potenzialmente idonee a riflettersi sugli equilibri di bilancio dell’ente.

Senza una rappresentazione simmetrica e verificata delle partite contabili, gli equilibri finanziari rischiano di ridursi a un esercizio formale, incapace di cogliere i rischi reali connessi alle partecipazioni societarie.

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