Il principio di risultato non può essere utilizzato per superare i presupposti di legittimità degli affidamenti pubblici.
Lo ribadisce con chiarezza l’ANAC in relazione all’affidamento di un centro rugby, dichiarato illegittimo per carenza dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa speciale sugli impianti sportivi. La vicenda offre indicazioni di rilievo generale per gli enti locali, chiamati a coniugare esigenze di rapidità con il rispetto rigoroso delle regole.
Il decreto legislativo 38/2021 ha introdotto una disciplina speciale per la realizzazione, riqualificazione e gestione degli impianti sportivi, con l’obiettivo di favorire investimenti e accelerare gli interventi. Tale disciplina, tuttavia, è costruita su presupposti soggettivi puntuali, che delimitano in modo netto l’ambito applicativo delle procedure semplificate.
In particolare:
Si tratta di norme eccezionali, che non possono essere estese oltre i casi espressamente previsti dal legislatore.
Nel caso esaminato da ANAC, l’affidamento della concessione per progettazione, riqualificazione, manutenzione e gestione del centro rugby è stato ritenuto illegittimo perché il soggetto affidatario non possedeva i requisiti richiesti da nessuna delle due disposizioni invocate.
L’Autorità ha chiarito che:
La qualificazione soggettiva, dunque, non rappresenta un elemento accessorio, ma una condizione sostanziale di legittimità dell’affidamento.
Un ulteriore profilo di criticità riguarda la struttura economica dell’operazione. ANAC evidenzia come la presenza di contributi pubblici in conto investimenti e di un canone di disponibilità, a fronte di ricavi da gestione significativi, possa compromettere il reale trasferimento del rischio operativo al concessionario.
Il rischio operativo è uno degli elementi qualificanti della concessione. Quando viene attenuato o neutralizzato da meccanismi di sostegno pubblico, la qualificazione giuridica dell’operazione si indebolisce, con possibili riflessi sulla legittimità dell’intero affidamento.
Nel tentativo di giustificare l’affidamento, il Comune aveva richiamato il principio di risultato, sostenendo che l’interesse pubblico fosse comunque soddisfatto.
ANAC respinge questa impostazione con un chiarimento di portata generale.
Il principio di risultato:
Il risultato non può giustificare un percorso giuridicamente scorretto. Al contrario, deve essere perseguito all’interno delle regole, non in loro sostituzione.
La vicenda del centro rugby offre alcune indicazioni di metodo utili per gli enti locali chiamati a gestire affidamenti complessi, in particolare nel settore degli impianti sportivi.
In sintesi:
Ulteriori spunti e aggiornamenti per comprendere meglio il contesto normativo e organizzativo della Pubblica Amministrazione.
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